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Il Presidente AriSLA, Mario Melazzini: “Noi #restiamoacasa, ma la ricerca non si ferma, perché oggi più che mai deve andare avanti!”

Anche Fondazione AriSLA, attraverso le parole del suo Presidente Mario Melazzini, vuole esprimere un messaggio di vicinanza a tutti coloro che vivono questa situazione con particolare preoccupazione, rilanciando l’importanza di avere fiducia nella ricerca scientifica, quale fondamentale strumento per trovare le risposte di cui abbiamo bisogno.

In questo drammatico momento vissuto dal nostro Paese, anche noi di Fondazione AriSLA intendiamo innanzitutto esprimere un profondo cordoglio a quanti hanno purtroppo perso un caro a causa della epidemia. Vogliamo allo stesso tempo manifestare la nostra vicinanza a tutti coloro che vivono questa situazione con particolare preoccupazione, soprattutto le persone più fragili con difficili patologie come la SLA. Una preoccupazione che conosco bene, che sentiamo, viviamo anche noi tutti pienamente.

E da medico e ricercatore non posso che esprimere solidarietà e forte vicinanza all’intera comunità medico-scientifica e a tutti gli operatori sanitari: a loro dobbiamo rivolgere un immenso grazie per il loro costante e fondamentale impegno e quotidiano lavoro, in prima linea contro il Covid-19, al fine di poter sempre garantire la cura delle persone.

AriSLA sin dal principio ha voluto accogliere le disposizioni emanate dal Governo centrale e regionale, allineandosi fattivamente a quanto indicato. Tutti i dipendenti della Fondazione, infatti, hanno iniziato a lavorare da casa dalla emanazione del primo decreto per assicurare la loro e altrui sicurezza.

Sì, com’è giusto fare in questo momento, siamo #rimastiacasa ma questo non ci ha fermati, non ha arrestato la nostra determinazione a sostenere la ricerca scientifica sulla SLA, che non dobbiamo dimenticare rimane una malattia di cui non si ha ancora una terapia efficace e che in Italia coinvolge tutti i giorni 6000 persone e le loro famiglie.

Ecco perché oggi più che mai la nostra priorità è quella di dare continuità al lavoro dei ricercatori. Uno degli strumenti per noi più importanti è il bando annuale, con cui ad oggi abbiamo potuto supportare oltre 260 ricercatori e 78 progetti. In questi giorni stiamo lavorando proprio per mettere a punto un nuovo bando, che auspichiamo di poter pubblicare in tempi brevi.

La nostra convinzione è che ancora una volta la ricerca scientifica ci aiuterà a superare questo delicato momento, confermando quanto sia fondamentale sostenerla per poter progredire in tutti gli ambiti della medicina.

Il nostro impegno è essere al fianco dei ricercatori che si occupano di SLA, lo è oggi, lo sarà anche domani e in futuro, quando tutto tornerà alla normalità, con la consapevolezza che la ricerca deve andare avanti sempre.

Possiamo, dobbiamo farcela: #restiamoacasa, tutti, per proteggere noi e chi è più fragile e torneremo ad essere più forti di prima”.

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