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‘Da studio del Covid-19 possono arrivare notizie utili per la SLA’

Continuiamo a raccontarvi le storie dei ricercatori AriSLA che, anche durante la diffusione del #coronavirus, hanno continuato ad impegnarsi a portare avanti il loro prezioso lavoro.

Vi parliamo di Caterina Bendotti dell’Istituto Mario Negri, che racconta come il #Covid19 abbia cambiato il modo di lavorare e come dal suo studio potrebbero arrivare notizie utili per la #SLA: “Il periodo che stiamo vivendo ha indotto me e i miei collaboratori a sperimentare un nuovo modo di lavorare, soffermandoci di più a elaborare il significato dei dati ottenuti prima della emergenza e programmare nuovi esperimenti. Abbiamo comunque continuato ad andare in laboratorio, a turni, per dare continuità agli esperimenti e non vanificare il lavoro di tanti mesi. In questo periodo mi è capitato spesso anche di guardare articoli sul #Covid19. L’infiammazione, che è tra le cause principali della polmonite acuta nei pazienti affetti da #Covid19, è un processo patologico che avviene anche nelle malattie neurodegenerative tra cui la #SLA. Perciò dalla ricerca dei farmaci antiinfiammatori per migliorare i sintomi della #Covid19 potrebbero emergere informazioni utili anche per la #SLA e viceversa. Penso che la SLA non sia invincibile ma per combatterla bisogna conoscerla. Questo è ciò che mi spinge tutti i giorni a trovare indizi, fare ipotesi, verificarle sperimentalmente pronti a cambiare rotta”. Continua a leggere la sua storia nella nostra pagina ‘Testimoni di speranza’. https://bit.ly/2XJYXde #nonfermarelaricerca

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