Un libro che racconta l’affascinante storia di Massimiliano Spada, a sostegno della ricerca scientifica sulla SLA

 Copertina libro di Spada“La malattia mi è piombata addosso all’improvviso, come un nemico subdolo e scaltro. Inaspettata come un temporale d’agosto, definitiva come una iattura. Mi ha colto impreparato e rabbioso, incapace com’ero di vedere e decifrare i segnali che mi inviava. Strisciando tra le linee, si è mimetizzata alla perfezione, sfruttando il vantaggio accumulato per colpire ancora più duro: giorno dopo giorno, ora dopo ora, succhiava le mie energie e restringeva sempre più il mio spazio vitale”.

Con queste parole Massimiliano Spada, nel suo libro ‘Matricola 264, Storia di un Martinin’, descrive il difficile momento in cui gli fu comunicato che la sua malattia era la SLA, Sclerosi Laterale Amiotrofica. E’ novembre 2014, Massimiliano Spada, imprenditore di successo, con una storia umana e professionale straordinaria, ha 75 anni. Accanto a sé la sua bellissima e amata Marisa e i suoi tre figli Alessandro, Elena e Federico​.

Per lui quelli sono i giorni peggiori della sua vita. Una vita fino a quel momento travolgente e incredibile. Come racconta nel libro, Spada perde il papà quando è ancora nel grembo materno e quando ha appena sette anni viene mandato al C​ollegio dei Martinitt, perché la madre, per esigenze economiche, non può tenerlo con sé. Nel libro descrive la sofferenza del distacco dalla madre, l’ambiente ostile del collegio. Eppure, nonostante tutto, Spada va avanti. Entrato​da giovanissimo nel mondo del lavoro, arriva a ricoprire in breve tempo incarichi importanti all’interno di aziende farmaceutiche. Poi a 33 anni la scelta di intraprendere la strada da imprenditore, rilevando una quota e poi tutta l’azienda VRV, ​inizialmente rivolta alla riparazione ​di apparecchiature farmaceutiche, poi al settore della caldareria e della criogenia.​

Nelle pagine del libro emerge una figura, quella di Massimiliano Spada, tenace, determinata che ad un certo punto di fronte alla malattia, ‘una brutta bestia’ come la definisce, affronta una profonda crisi tanto da pensare che una vita così non abbia dignità. Poi l’affetto dei propri cari, l’incontro con medici, amici e in particolar modo quello con Mario Melazzini, malato di SLA, gli trasmettono una nuova energia ed entusiasmo verso la vita.

Oggi quella energia e forza d’animo la conservano nel cuore tutti i familiari di Massimiliano Spada, i dipendenti dell’impresa di famiglia VRV e tutte le persone che hanno avuto la possibilità di conoscerlo. 

I figli Alessandro, Elena e ​Federico, ​insieme alla moglie Marisa,​ hanno deciso di pubblicare, in ricordo di Massimiliano Spada, il libro ‘Matricola 264​, Storia di un Martinin’ che ripercorre l’emozionante storia del padre e marito​, perseguendo un obiettivo molto importante: raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA.

Fondazione AriSLA ringrazia la famiglia Spada per questo prezioso gesto che costituisce certamente un contributo significativo per costruire un futuro senza SLA.

Cogliamo l’occasione per invitarvi a leggere l’editoriale del giornalista Nicola Porro sul libro di Massimiliano Spada.

Per informazioni sulle modalità di consegna del libro a seguito di una donazione, si chiede gentilmente di scrivere a segreteria@arisla.org.

 

In foto la moglie di Massimiliano Spada, Marisa, i figli Federico, Elena e Alessandro insieme al Presidente AriSLA, Alberto Fontana, e il Direttore generale AIFA, Mario Melazzini

In foto la moglie di Massimiliano Spada, Marisa, i figli Federico, Alessandro e Elena insieme al Presidente AriSLA, Alberto Fontana, e il Direttore generale AIFA, Mario Melazzini