Nuova pubblicazione da parte di un progetto finanziato da AriSLA: passi avanti per la diagnosi della SLA

Federica Agosta

Dr.ssa Agosta, neurologa e ricercatrice dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano

Un altro importante risultato è stato raggiunto da un progetto pilota finanziato da Fondazione AriSLA (macLearnALS) e condotto dalla Dr.ssa Federica Agosta, neurologa e ricercatrice dell’Unità di Neuroimaging Quantitativo dell’IRCCS Ospedale San Raffaele diretta dal Prof. Massimo Filippi. L’articolo, pubblicato su Neuroimage: Clinical suggerisce che l’uso combinato di molteplici tecniche avanzate di risonanza magnetica (RM) possa aiutare il neurologo nel formulare la diagnosi di malattia del motoneurone, in particolare distinguendola dalle diverse presentazioni cliniche che possono “mimare” la SLA (i cosiddetti “ALS-mimic disorders”).

Lo studio è particolarmente importante in quanto la diagnosi di Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è ad oggi guidata principalmente dal riscontro da parte del neurologo di segni clinici o neurofisiologici di danno a carico del primo e del secondo motoneurone. Soprattutto nelle fasi precoci di malattia, gli attuali criteri diagnostici di El Escorial hanno una sensibilità subottimale, poiché consentono di formulare la diagnosi di SLA in media dopo circa 12 mesi dall’esordio dei sintomi.

In particolare, tali criteri non contemplano l’uso di biomarcatori di danno del primo motoneurone, ovverosia la cellula che trasmette al midollo spinale gli impulsi elettrici provenienti dalle aree motorie della corteccia cerebrale. Le analisi svolte dai ricercatori hanno dimostrato che misure di assottigliamento della corteccia motoria e di danno dei fasci corticospinali (identificati rispettivamente dalla RM pesata in T1 e dalla RM con tensore di diffusione) possono essere utilizzati per elaborare un algoritmo di classificazione automatica che presenta un’accuratezza superiore al 90% nella corretta identificazione di soggetti affetti da malattia del motoneurone, sia rispetto a controlli sani che rispetto a soggetti affetti da ALS-mimic disorders.

Questa scoperta apre la strada a nuovi strumenti che permetteranno di identificare in fase precoce la malattia del motoneurone, permettendo un arruolamento tempestivo dei pazienti negli studi farmacologici che mirano a modificare l’andamento di malattia”, spiegano il Professor Massimo Filippi e la dottoressa Federica Agosta.