Un altro traguardo raggiunto da un progetto pilota finanziato da AriSLA

Dott. Alessandro Bertoli del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova

Dott. Alessandro Bertoli del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova

Lo studio mira ad ampliare conoscenze su meccanismi molecolari della SLA.
Il dott. Bertoli, responsabile del progetto AriSLA LoCaLS, ha pubblicato sulla rivista scientifica “Scientific Reports” i risultati del suo lavoro, importanti per poter studiare il ruolo dello ione calcio nella SLA

 

Lo ione calcio (Ca2+) regola informazioni di fondamentale importanza per la vita della cellula. Infatti, piccole variazioni della sua concentrazione – limitate nel tempo e nello spazio – guidano una moltitudine di processi biologici. Il Ca2+ esplica un ruolo particolarmente importante nei neuroni, e alterazioni del suo metabolismo sono state implicate nell’invecchiamento neuronale e in diverse malattie neurodegenerative, fra cui la sclerosi laterale amiotrofica (SLA).

Negli ultimi anni sono state messe a punto, mediante ingegneria genetica, diverse proteine che possono fungere da indicatori molecolari dello ione, cioè permettere misurazioni rapide e precise delle concentrazioni di Ca2+ all’interno delle cellule. Nell’articolo scientifico “Generation and validation of novel adeno-associated viral vectors for the analysis of Ca2+ homeostasis in motor neurons”, pubblicato recentemente dal gruppo del dott. Alessandro Bertoli del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Padova, e finanziato da AriSLA con il progetto LoCaLS/2013, sono stati geneticamente modificati degli indicatori del Ca2+ in modo che possano essere espressi in maniera specifica in neuroni motori, cioè le cellule prevalentemente colpite nel corso della SLA.

Queste sonde molecolari possono essere indirizzate con grande efficienza a regioni diverse dei neuroni motori, grazie all’uso di vettori basati su virus attenuati, e permettono misure affidabili di fluttuazioni della concentrazione di Ca2+. Il lavoro ha dimostrato che queste sonde possono essere utilizzate anche in modelli di malattia, e quindi essere strumenti preziosi per lo studio delle alterazioni del segnale Ca2+ in modelli cellulari e animali di SLA, al fine di ampliare lo spettro delle nostre conoscenze sui meccanismi molecolari della patologia.