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SLA, CON IL 5X1000 A SOSTEGNO DEI RICERCATORI ITALIANI NUOVI PASSI IN AVANTI NELLA CONOSCENZA DELLA MALATTIA

Leonardo Antonio Sechi

Prof. Leonardo Antonio Sechi

SLA, CON IL 5X1000 A SOSTEGNO DEI RICERCATORI ITALIANI NUOVI PASSI IN AVANTI NELLA CONOSCENZA DELLA MALATTIA

I risultati di uno degli studi finanziati da AriSLA, grazie anche alle donazioni 5×1000, sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica ‘European Journal of Neurology’

 Milano 6 giugno 2018 – Nuovi passi avanti nella ricerca scientifica sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica, malattia neurodegenerativa gravissima che oggi in Italia coinvolge circa 6000 persone, grazie al progetto finanziato anche attraverso le donazioni del 5×1000 da Fondazione AriSLA, principale organismo che finanzia i progetti di ricerca italiani più innovativi e validi sulla SLA.

Sono stati, infatti, pubblicati sulla rivista scientifica ‘European Journal of Neurology’ i risultati raggiunti dal progetto di base ‘IRKALS’ (vincitore della Call AriSLA 2017), coordinato dal Professor Leonardo Sechi dell’Università di Sassari, che si propone di indagare il coinvolgimento nella SLA degli HERV-K, ovvero retrovirus endogeni umani residui di infezioni retrovirali che si sono verificate nei nostri antenati e sono stati incorporati nel nostro DNA, la cui riattivazione è stata osservata in elevate quantità in una parte dei pazienti SLA.

I retrovirus endogeni (HERVs) – spiega il Professor Leonardo Sechi – costituiscono circa l’8% del genoma umano. Sono retrovirus che hanno infettato le linee germinali dei nostri progenitori durante l’evoluzione e per la maggior parte sono quiescenti. Diversi autori (Nath et al.) hanno messo in evidenza una riattivazione del retrovirus endogeno HERV-K nei pazienti SLA ipotizzando un ruolo patogenetico. Il nostro studio è andato ad osservare se nei pazienti SLA ci fosse una risposta immunitaria contro la proteina ‘env’ di diversi HERVs (fra cui HERV-K e HERV-W) sia nel sangue periferico, sia nel sistema nervoso centrale (liquor). Abbiamo osservato come nei pazienti SLA ci siano anticorpi contro HERV- K nel sangue periferico e nel sistema nervoso centrale, ma non nei controlli sani o nei pazienti affetti da altre malattie quali la Sclerosi Multipla. In questi ultimi pazienti abbiamo, invece, confermato che una risposta immunitaria è presente contro HERV-W”.

Lo studio ‘IRKALS’, finanziato da AriSLA grazie anche alle donazioni del 5X1000 e sostenuto anche dall’Associazione Viva la Vita Onlus, si pone anche l’obiettivo di verificare se i livelli delle sequenze trascritte di HERV-K e la risposta immunitaria contro il retrovirus nel sangue o nel fluido spinale possano essere utili come biomarcatori per monitorare la progressione della malattia.

E’ ancora da valutare se la riattivazione di questi retrovirus endogeni sia una conseguenza della malattia o una concausa. Nel primo caso – aggiunge il coordinatore del progetto Sechi – il monitoraggio dell’espressione retrovirale e della risposta immune contro gli stessi potrà avere un valore prognostico sull’evoluzione della malattia, nel secondo caso si potranno utilizzare le terapie antiretrovirali per inibire l’espressione retrovirale e migliorare lo stato di salute del paziente, a questo proposito negli USA è già in corso un trial clinico condotto dal prof. Nath del National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS)”.

RISULTATI RAGGIUNTI DA ARISLA GRAZIE AL 5X1000 – Negli ultimi anni, grazie anche alle donazioni raccolte con il 5X1000, Fondazione AriSLA e gli studi finanziati hanno contribuito, tra gli altri, all’identificazione di sei dei nove nuovi geni coinvolti nell’insorgenza della SLA, sono stati avviati quattro progetti di ricerca tecnologica per migliorare la qualità di vita delle persone con SLA e dei loro familiari ed è stato possibile attivare quattro trial multicentrici, che hanno favorito la creazione di un network di 25 centri clinici d’eccellenza distribuiti su tutto il territorio nazionale. L’incremento delle conoscenze sulla SLA ha permesso all’Italia, inoltre, di collocarsi come la seconda comunità al mondo, dopo gli Stati Uniti, per numero di pubblicazioni scientifiche in ambito SLA. Le donazioni 5×1000 della campagna 2018 saranno destinate asostegno dei ricercatori che risulteranno vincitori della “Call for Projects 2018”, che si porrannol’obiettivo di accrescere la conoscenza della malattia, traslando efficacemente i risultati della ricerca dal laboratorio alle persone con SLA e migliorarne la qualità di vita.

COSA E’ LA SLA – La Sclerosi Laterale Amiotrofica èuna malattia neurodegenerativa che porta alla paralisi progressiva di tutta la muscolatura volontaria: la SLA nel tempo immobilizza, impedisce di comunicare, fino a compromettere le funzioni vitali, ma non fa perdere la capacità di provare ancora emozioni e lascia intatte, nella maggior parte dei casi, le abilità cognitive. Per le persone che vivono con la SLA l’unica vera speranza è rappresentata dalla ricerca scientifica grazie a cui è possibile scoprire trattamenti e cure in grado di contrastare la malattia.

COME SOSTENERE LA RICERCA – È possibile sostenere la ricerca scientifica sulla SLA e il lavoro di AriSLA inserendo nella propria dichiarazione dei redditi, il codice fiscale 97511040152 nello spazio apposito in corrispondenza di “Enti della ricerca scientifica e delle Università” o “Enti della ricerca sanitaria”. Grazie al contributo di quanti credono nella ricerca e ne supportano in modo concreto i progetti, ad oggi AriSLA ha investito in attività di ricerca oltre 11,4 milioni di euro, ha sostenuto 68 progetti di ricerca scientifica di base, traslazionale, clinica e tecnologica, supportando nell’impegno quotidiano nella lotta alla malattia 125 gruppi di ricerca e oltre 260 ricercatori su tutto il territorio nazionale.

Sul sito di AriSLA www.arisla.org sono disponibili tutte le informazioni relative alla campagna 5X1000, alle attività della Fondazione e le modalità con cui è possibile supportarla.

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