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    Da studio cofinanziato da AriSLA risultati promettenti da uso avanzato della risonanza magnetica per diagnosi precoce e monitoraggio progressione malattie neurodegenerative

    La ricerca, condotta da studiosi italiani, è stata pubblicata sulla rivista scientifica ‘Neurology’

    Milano, 18 Settembre 2020L’applicazione di tecniche avanzate di neuroimmagine, basate sull’utilizzo della risonanza magnetica (RM), si è dimostrata uno strumento molto promettente per identificare biomarcatori affidabili per la diagnosi precoce e il monitoraggio della progressione delle malattie del motoneurone (MND), grazie alla elevata sensibilità per le alterazioni dell’encefalo tipiche di queste malattie e alla loro non-invasività.

    Sono questi alcuni dei risultati più rilevanti dello studio coordinato dal Professor Massimo Filippi, Professore Ordinario di Neurologia dell’Università Vita-Salute San Raffaele e direttore dell’Unità di Neurologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano, e recentemente pubblicati sull’importante rivista scientifica Neurology. Lo studio si è avvalso della collaborazione di altri due centri clinici (Università della Campania "Luigi Vanvitelli" di Napoli, e Università di Torino). Questa ricerca è stata finanziata dal Ministero della Salute e da AriSLA, Fondazione Italiana di Ricerca per la SLA (Progetto ‘ConnectALS’, vincitore Bando 2014).

    In questo studio è stata applicata una tecnica particolare di risonanza magnetica che utilizza uno strumento definito “tensore di diffusione”, che consente di valutare l’integrità dei tratti della sostanza bianca (ovvero l’insieme dei fasci di fibre nervose) appartenenti a una specifica rete neurale attraverso la raccolta di immagini tridimensionali, in aggiunta all’uso della RM funzionale a riposo che valuta l’organizzazione delle principali reti funzionali dell’encefalo. L’insieme delle interazioni strutturali e funzionali tra le diverse aree cerebrali è definito connettoma e la tecnica che lo studia è chiamata connettomica.

    L’analisi matematica dei dati raccolti ha fornito numerose informazioni sul funzionamento del connettoma in pazienti con diverse manifestazioni di MND, sia confrontati tra loro che rispetto a soggetti di controllo. Di grande interesse in questo studio è l’applicazione della connettomica in un contesto multicentrico, poiché i pazienti con MND sono stati studiati in tre differenti centri italiani, dimostrando la possibilità di poter standardizzare le misure con risultati comparabili tra i centri (Ospedale San Raffaele e Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, Università della Campania "Luigi Vanvitelli" di Napoli, e Università di Torino).

    Lo studio ha dimostrato una degenerazione diffusa delle reti neurali motorie ed extra-motorie che correlava con la compromissione clinico-cognitiva nei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e sclerosi laterale primaria (PLS), mentre i pazienti affetti da atrofia muscolare progressiva (PMA) mostravano un’organizzazione cerebrale preservata.

    Questa ricerca dimostra che lo studio della connettività cerebrale strutturale e funzionale a riposo ha la potenzialità di evidenziare non solo la degenerazione di determinate aree cerebrali, ma anche la degenerazione delle connessioni strutturali e funzionali tra le aree, cioè l’alterazione delle reti neurali che permettono alle diverse parti del cervello di “parlare” tra loro.

    Il Professor Massimo Filippi afferma:I nostri risultati suggeriscono che la connettomica possa rappresentare un approccio affidabile e accurato per studiare l’impatto della degenerazione del primo motoneurone a livello cerebrale, i cambiamenti cerebrali extra-motori e la riorganizzazione delle reti neurali associata alle MND. Le analisi di RM avanzata basate sulle reti neurali sono strumenti promettenti per valutare in vivo i cambiamenti patologici associati alle MND e per fornire dei potenziali marcatori diagnostici e prognostici”.

    Il Presidente di Fondazione AriSLA, Mario Melazzini, dichiara:Il risultato ottenuto dal gruppo di ricerca guidato dal Professor Filippi testimonia ancora una volta l’altissima qualità della ricerca condotta nel nostro Paese e la necessità di garantire continuità al percorso intrapreso per sconfiggere la SLA. Noi come AriSLA lo sosteniamo da tempo e lo ribadiamo: la ricerca scientifica costituisce l’unico strumento in grado di individuare risposte concrete per i bisogni delle persone con SLA e quest’ultimo traguardo raggiunto, che giunge in concomitanza di una data significativa qual è la Giornata Nazionale SLA promossa dal nostro Socio Fondatore, AISLA, e celebrata in Italia il 20 settembre, sottolinea il ‘fil rouge’ che lega fortemente chi fa ricerca con chi convive con una malattia. Per raggiungere nuovi obiettivi è fondamentale continuare a fare gioco di squadra e il nostro impegno a tal fine è fornire tutto il supporto possibile ai nostri ricercatori”.

    Il Direttore scientifico di AriSLA, Anna Ambrosini, commenta: “Siamo molto felici di aver cofinanziato questo progetto di ricerca, che consente di compiere nuovi passi in avanti nello studio di una malattia complessa come la SLA. In particolare, l’individuazione di nuovi metodi, più rapidi e meno invasivi, come quelli identificati dallo studio, che puntano ad accelerare la diagnosi e monitorare la progressione di diverse malattie neurodegenerative, potrà avere importanti ricadute nelle azioni successive di contrasto delle patologie. Il nostro impegno è di continuare a sostenere i ricercatori impegnati a sconfiggere la SLA come dimostra l’ultimo bando AriSLA, rivolto a finanziare ricerca clinica osservazionale, ricerca di base e pre-clinica, finalizzate alla maggiore comprensione della malattia e mettere a punto metodologie per lo sviluppo di nuove terapie e per la diagnostica, al fine di garantire una migliore cura dei pazienti”. 

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    Structural and functional brain connectome in motor neuron diseases: a multicenter MRI study

    Silvia Basaia, PhD,1 Federica Agosta, MD, PhD,1,6 Camilla Cividini, MSc,1,6 Francesca Trojsi, MD, PhD,7 Nilo Riva, MD, PhD,2 Edoardo G. Spinelli, MD,1,6 Cristina Moglia, MD, PhD,8 Cinzia Femiano, MD,7 Veronica Castelnovo, MSc,1 Elisa Canu, PhD,1 Yuri Falzone, MD,3,6 Maria Rosaria Monsurrò, MD,7 Andrea Falini, MD,5,6 Adriano Chiò, MD,8 Gioacchino Tedeschi, MD,7 Massimo Filippi, MD.1,3,4,6

     

    1Neuroimaging Research Unit, Institute of Experimental Neurology, Division of Neuroscience, 2Neurorehabilitation Unit, 3Neurology Unit, and 4Neurophysiology Unit, IRCCS San Raffaele Scientific Institute, Milan, Italy; 5Department of Neuroradiology and CERMAC, Division of Neuroscience, IRCCS San Raffaele Scientific Institute, Milan, Italy; 6Vita-Salute San Raffaele University, Milan, Italy; 7Department of Advanced Medical and Surgical Sciences, University of Campania "Luigi Vanvitelli", Naples, Italy; 8ALS Center, ‘Rita Levi Montalcini’ Department of Neuroscience, University of Torino, Torino, Italy.

     

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    PUBBLICATI SULLA PRESTIGIOSA RIVISTA 'NEW ENGLAND JOURNAL OF MEDICINE' I RISULTATI DELLO STUDIO CLINICO CENTAUR

    Si è da poco concluso il trial di fase II/III chiamato CENTAUR (NCT03127514), lanciato dalla casa farmaceutica Amylyx Pharmaceuticals Inc. nel 2017 e condotto in diversi centri negli Stati Uniti. Responsabile dello studio è Sabrina Paganoni del Sean M. Healey & AMG Center for ALS at Mass General, Harvard Medical School di Boston.

    Lo studio randomizzato, in doppio cieco, placebo controllato, ha avuto l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia preliminare del trattamento con AMX0035 in 137 pazienti con SLA familiare o sporadica. I partecipanti, selezionati attraverso criteri rigorosi per poter ottenere risposte utili nel più breve tempo possibile, sono stati assegnati casualmente al gruppo che ha ricevuto il trattamento con AMX0035 (89 pazienti) o al gruppo che ha ricevuto un placebo (48 pazienti), due volte al giorno per 24 settimane.

    I risultati dello studio “Trial of Sodium Phenylbutyrate–Taurursodiol for Amyotrophic Lateral Sclerosis” sono stati pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine.

    AMX0035 combina due piccole molecole, l'acido tauroursodeossicolico (TUDCA) e il fenilbutirrato di sodio, che sono considerati fattori di prevenzione della morte delle cellule nervose, in quanto si ipotizza che blocchino i segnali di stress all'interno dei mitocondri – le centrali energetiche delle cellule - e del reticolo endoplasmico, un organello cellulare coinvolto nella produzione, modifica e trasporto delle proteine. Entrambi i farmaci utilizzati nello studio con AMX0035 si sono singolarmente dimostrati sicuri e ben tollerati in precedenti studi clinici.

    L’obiettivo principale del trial è stato quello di valutare i cambiamenti sulla scala ALSFRS-R - che misura le capacità dei pazienti in diverse funzioni quotidiane, tra cui parlare, deglutire, camminare, ecc. - e il profilo di tolleranza e sicurezza della terapia. Da notare, maggiore è il punteggio ALSFRS-R maggiore è la funzionalità mantenuta e una perdita di 1-2 punti può rappresentare una riduzione significativa della capacità di un paziente di svolgere un’attività in modo indipendente. Gli obiettivi secondari includevano cambiamenti nella forza muscolare, nella funzione polmonare e in biomarcatori della SLA, così come nella sopravvivenza, nella necessità di una ventilazione permanente e l’ospedalizzazione.

    I risultati hanno mostrato che i pazienti trattati con AMX0035 hanno avuto un declino funzionale più lento di quelli a cui è stato somministrato un placebo (perdita media mensile di 1,24 punti vs. 1,66 punti con un placebo). Inoltre, hanno mostrato punteggi ALSFRS-R più alti (di 2,92 punti) rispetto a quelli del gruppo placebo alla fine delle 24 settimane di follow-up. Queste differenze sono risultate statisticamente significative.

    La maggior parte (77%) dei partecipanti stava seguendo una terapia approvata per la SLA – Riluzolo, Edaravone o entrambi - prima e/o durante il trattamento. Ulteriori analisi hanno evidenziato che l'impatto di AMX0035 sulla progressione della disabilità è indipendente dall'uso e dalla durata di altre terapie.

    Il gruppo trattato con AMX0035 ha anche mostrato una tendenza verso un più lento declino della forza muscolare e delle funzioni polmonari e un numero inferiore di ricoveri rispetto al gruppo placebo. Tuttavia, queste differenze non sono risultate statisticamente significative, ad eccezione della resistenza degli arti superiori.

    AMX0035 è stato generalmente ben tollerato, mostrando una quantità di eventi avversi simile a quella segnalata nel gruppo placebo. Coloro che hanno ricevuto AMX0035 hanno avuto meno eventi avversi gravi (19%) rispetto a quelli del gruppo placebo (12%), ma hanno avuto maggiori probabilità di avere effetti collaterali precoci, generalmente lievi, gastrointestinali (28,1% vs. 12,5%).

    Purtroppo, i risultati positivi evidenziati sopra non hanno contribuito a dimostrare se il trattamento sia o meno in grado di estendere la sopravvivenza, dato che la sperimentazione non ha avuto una durata abbastanza lunga per poter valutare questo parametro.

    La maggior parte (92%) dei partecipanti idonei che hanno completato CENTAUR ha scelto di entrare nel suo studio di estensione CENTAUR-OLE (NCT03488524), in cui tutti i pazienti riceveranno AMX0035 per un massimo di 30 mesi.

    CENTAUR è stata una collaborazione tra Amylyx, l’Associazione americana “The ALS Association (ALSA)”, la “ALS Finding a Cure Foundation”, il “Northeast ALS Consortium” e il “Massachusetts General Hospital Neurology Clinical Research Institute”.

     

     

     

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    GIORNATA NAZIONALE SLA PROMOSSA DA AISLA: MOLTE INIZIATIVE E UN GRANDE BANCHETTO VIRTUALE

    Anche quest’anno AISLA, l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, uno dei quattro Soci Fondatori di AriSLA, promuove la XIII edizione della Giornata Nazionale sulla SLA.

    La Giornata, che si terrà domenica 20 settembre, si preannuncia una vera e propria maratona d’iniziative - tanto di presenza, quanto virtuali - che accompagneranno l’intero mese di settembre. Il programma degli eventi, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito dell’Associazione: aisla.it/giornata-nazionale-sla-2020/

    “Siamo felici di poter contribuire a dare la massima visibilità a questa speciale Giornata commenta il Presidente di Fondazione AriSLA,  Mario Melazziniche costituisce ormai da diversi anni l’occasione per ribadire la necessità di mantenere alta l’attenzione sui bisogni delle persone con SLA. Da parte nostra c’è l’impegno costante a dare continuità alla migliore ricerca scientifica, quale concreto strumento per ottenere nuovi risultati e avvicinarci ad una terapia efficace di contrasto alla malattia. E’ fondamentale andare avanti, uniti, con fiducia e determinazione”.

    La Giornata Nazionale SLA nasce per ricordare il primo sit-in dei malati SLA in Piazza Bocca della Verità a Roma, avvenuto il 18 settembre 2006. Da allora, ogni anno, tra la metà di settembre e la prima settimana di ottobre, AISLA promuove diverse iniziative in tutta Italia, al fine di rinnovare l’attenzione dell’opinione pubblica, delle autorità politiche, sanitarie e socio-assistenziali sui bisogni di cura e di assistenza dei malati SLA.

    Ad uniformare il nostro Paese in questa giornata di sensibilizzazione è sempre stata la presenza degli oltre 300 volontari in tutte le principali piazze italiane, impegnati nella promozione delle bottiglie di Barbera d’Asti DOCG con l’obiettivo di raccogliere fondi grazie alla campagna «Un contributo versato con gusto», finalizzata al progetto “Operazione Sollievo”, per l’assistenza delle persone con SLA e delle loro famiglie.

    Quello tra vino e solidarietà è un connubio che si rafforza grazie al sostegno della Regione Piemonte, molto impegnata anche sul fronte della vitivinicoltura, come dimostrano le attività di promozione e sostegno riservate quest’anno alle denominazioni del Cortese. La Giornata, infatti, è sostenuta da Consorzio Barbera d'Asti e Vini del Monferrato, Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, Unione Industriale della Provincia di Asti e condivisa da Regione Piemonte e DMO Piemonte Marketing.

    L’emergenza sanitaria e il coraggio con il quale la comunità SLA la sta affrontando, ha spinto l’Associazione a immaginare e realizzare una vera e propria maratona ricca di appuntamenti che potessero superare, in qualche modo, la difficoltà di non poter essere presenti in tutte le piazze italiane come negli anni precedenti. Ed è proprio con questo spirito che, tra le principali novità di quest’anno, c’è la possibilità di assicurarsi una delle 12.000 bottiglie anche attraverso “il grande banchetto virtuale” presente su: negoziosolidaleaisla.it. Le bottiglie sono prenotabili fin da subito ma, solo per gli ordini effettuati sul sito entro il 31 agosto, la consegna al proprio domicilio sarà gratuita.

     Altro elemento innovativo di quest’anno è la collaborazione con l’Istituto Italiano della Donazione - IID, al fianco di AISLA per raccogliere fondi a favore di “Quattro ruote e una carrozza”. Il progetto è risultato vincitore al bando #DONAFUTURO 2020, campagna nazionale istituita dall’IID che, ogni anno, sostiene le diverse attività legate al Giorno del Dono (4 ottobre) e che, per il 2020 si concentrerà proprio sul diritto alla mobilità delle persone con SLA. A questo obiettivo è dedicato il numero solidale 45595 che sarà attivo dal 13 settembre al 4 ottobre.

    Anche quest’anno, infine, nella notte tra sabato 19 settembre e domenica 20 settembre, una luce verde illuminerà centinaia di monumenti in tutta Italia, grazie alla riconfermata collaborazione con l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Il verde, oltre ad essere il colore caratterizzante l’Associazione, è chiaramente il richiamo alla speranza e, mai come quest’anno, sarà tanto prezioso e significativo illuminare con questo colore l’intero Paese.

    Tutti gli aggiornamenti sulla Giornata Nazionale SLA sono disponibili su www.aisla.it e sulla pagina Facebook di AISLA.

     

     

     

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    LA 1^ EDIZIONE DI SOW 'SPORT OPEN WEEK' A SOSTEGNO DI ARISLA

    Dal Festival degli Open Day e delle Feste dello Sport d’Italia, che nasce per promuovere la ripartenza dello sport italiano, arriva un forte messaggio a supporto della  ricerca sulla SLA

    I lunghi mesi di quarantena hanno costretto milioni di sportivi, amatori e professionisti, a rinunciare o a rimodulare i propri allenamenti, ma non hanno scalfito la passione per la propria disciplina e hanno rafforzato la voglia di prendersi cura di sé, di tenersi in forma e di divertirsi insieme. 

    Durante il lockdown, il numero delle visite a siti web o app di dieta o fitness è aumentato del +20% in Germania, del +31% in Spagna, del +69% in Francia e addirittura del 133% in Italia.  Un dato che dimostra l’importanza del benessere per gli italiani e la crescente digitalizzazione del Paese, che si è rivelata determinante per contrastare l’isolamento e vivere al meglio possibile l’esperienza della reclusione dovuta all’emergenza sanitaria. Essere connessi è passata da un nice to have ad un must have. Come l’attività sportiva.

    È su queste premesse che dal 14 al 20 settembre 2020 andrà in scena SOW - SPORT OPEN WEEK, il più grande evento digitale italiano che celebra la ripartenza dello sport e con lo sport. Il Festival racchiude tutti gli Open Day e le feste dello sport d’Italia ed è organizzata da Orangogo, il motore di ricerca degli sport in Italia nato nel 2017, che annovera oltre 22mila sportclub nostrani in 1500 comuni, e una community di oltre 4 milioni di utenti. 

    SOW nasce per sostenerela ripartenza dello sport italiano - spiega Giulia Pettinau, Founder di Orangogo e ideatrice dell’evento - aiutando gli sportivi, le famiglie e tutte le persone alla ricerca di uno sport a trovare l’attività più adatta alle rispettive esigenze, offrendo al contempo visibilità alle associazioni sportive, costrette per mesi alla chiusura a causa della crisi sanitaria, che ci auguriamo possa essere presto superata”.

    Le società sportive che creano il proprio evento all’interno di SOW possono dare visibilità gratuita alle loro iniziative promozionali sia virtuali sia fisiche, nel rispetto delle linee guida Covid-19, con il supporto di Orangogo che ha realizzato un apposito kit con le istruzioni per aiutare le associazioni anche negli aspetti organizzativi. Inserendo la propria città sul sito SOW, gli utenti potranno trovare gratuitamente e in un unico luogo virtuale, l’elenco di tutti gli Open Day e le feste degli sport vicine a loro, scegliere gli appuntamenti di loro interesse e prenotare l’ingresso direttamente sul sito. 

    L’attenzione alla salute e ai valori dello sport si concretizza anche nell’attività di sensibilizzazione sull’importanza della ricerca scientifica: l’edizione 2020 di SOW - SPORT OPEN WEEK è volta a sostenere AriSLA, Fondazione Italiana di ricerca per la SLA (Sclerosi Laterale Amiotrofica), principale ente no profit in Italia che finanzia la ricerca scientifica di eccellenza sulla SLA con l’obiettivo di sconfiggere questa gravissima malattia, che solo nel nostro Paese coinvolge circa 6000 persone e per la quale non esiste una terapia efficace. Tutti coloro che aderiranno alla SOW potranno contribuire a supportare AriSLA e la ricerca scientifica con una libera donazione. SCOPRI COME DONARE AD ARISLA

    “Il nostro evento è un appello allo sport italiano - conclude Giulia Pettinau - ed è rivolto a tutti gli appassionati, alle associazioni, agli enti di promozione sportiva e alle federazioni. Siamo convinti che, oggi più che mai, lo sport possa rappresentare uno strumento di rinascita, di unione e di condivisione di valori sportivi, a partire dall’inclusione. Alleniamo la positività!”.

    ^FONTE (https://www.anifeurowellness.it/come-e-cambiata-la-domanda-di-sport-ed-fitness-dopo-il-lockdown/ )

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    SLA: identificato un nuovo target terapeutico coinvolto nello sviluppo della malattia

    Uno studio – pubblicato su Nature Communications e condotto da ricercatori dell'IRCCS San Raffaele (Luca Muzio, Neuroimmunology Unit), dell’Università Statale (Pierfausto Seneci, dipartimento di Chimica) e del CNR (Mario Milani, IBF-CNR) – descrive l'identificazione di un nuovo target molecolare coinvolto nello sviluppo della Sclerosi Laterale Amiotrofica e la caratterizzazione di un principio attivo potente e non tossico in modelli animali di SLA.

    La Sclerosi laterale amiotrofica, o SLA, è una malattia invalidante del sistema nervoso che provoca la progressiva perdita di motoneuroni e la conseguente inattività e paralisi della muscolatura volontaria. L'aspettativa di vita media dei pazienti con SLA è fra i 3 e 5 anni dopo la diagnosi. Si cercano farmaci innovativi agenti sulle cause – in parte ignote – della malattia, attraverso la modulazione di bersagli molecolari/target ancora sconosciuti.

    Il team di ricerca è riuscito a stabilire una connessione tra SLA e retromero compromesso, complesso proteico che contribuisce allo smistamento e al riciclo di varie proteine, la cui ridotta funzionalità è osservata in pazienti affetti da morbo di Alzheimer e di Parkinson.

    In particolare, nello studio è stato identificato il composto 2a, uno chaperone farmacologico capace di penetrare la barriera ematoencefalica e di stabilizzare la triade proteica VPS26-29-35 (core recognition complex, CRC), ripristinandone l’attività e accertandone i potenti effetti terapeutici e l'assenza di tossicità in un modello murino di SLA (SOD1-G93A).

    "Il nostro studio coniuga importanti scoperte di base e prodotti "tangibili", una piccola molecola efficace, non tossica e di facile sintesi  – ci spiega Pierfausto Seneci, docente di Chimica in Statale. Le risorse biofisiche dell'IBF-CNR, le notevoli risorse bio-farmacologiche del San Raffaele sulla SLA e la nostra competenza in medicinal chemistry hanno reso possibile questo risultato”.

    Il gruppo di ricerca autore dello studio ha recentemente ottenuto un finanziamento triennale da Fondazione AriSLA, attraverso il progetto Therapeutic effects of retromer stabilization in Amyotrophic Lateral Sclerosis (TRAILER).

    "Il progetto TRAILER – conclude il professor Seneci – si pone l’obiettivo di chiarire ulteriormente il ruolo del retromero nella SLA, di caratterizzare il composto 2a in altre patologie influenzate da malfunzionamento del retromero e di identificare, attraverso rational drug design, nuovi e migliori analoghi di 2a, raggiungendo la fase di sperimentazione clinica per uno di essi". 

    Fonte lastatalenews.unimi.it  

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