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News

    Anche i nostri ricercatori non si fermano

    In questi giorni così drammatici per il nostro Paese, in cui tutti, in modo diverso, siamo toccati dalla epidemia del #Covid19, abbiamo deciso di raccogliere alcune storie dei nostri ricercatori, impegnati a cercare di portare avanti il loro prezioso lavoro. A loro abbiamo chiesto di raccontare come stanno vivendo questo momento difficile e spiegarci qual'è stato il percorso di vita e professionale che li ha spinti e li spinge ancora oggi a studiare la SLA.

    Iniziamo con il riportare le parole della ricercatrice Serena Carra dell’ Unimore - Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia: “Quello che stiamo vivendo è un momento di forti emozioni. Sia io in qualità di capo laboratorio che i collaboratori e studenti che lavorano con me abbiamo riorientato le nostre attività quotidiane per portare avanti la ricerca al meglio. Credo che in questo momento molte persone si sono rese conto più che mai di quanto la #ricerca scientifica sia fondamentale e di quanto investire per formare personale sanitario di qualità, compresi i ricercatori che lavorano nell’ambito sanitario, e sostenerli quotidianamente nel loro operato sia prezioso per il bene di tutti! Come il numero di contagiati da #coronavirus aumenta purtroppo rapidamente, anche la Sclerosi Laterale Amiotrofica continua a progredire, così come altre patologie neurodegenerative. La #ricerca deve andare avanti, su tutti i fronti!". Continua a leggere la sua storia 

    #nonfermarelaricerca

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    Il Presidente AriSLA, Mario Melazzini: “Noi #restiamoacasa, ma la ricerca non si ferma, perché oggi più che mai deve andare avanti!”

    Anche Fondazione AriSLA, attraverso le parole del suo Presidente Mario Melazzini, vuole esprimere un messaggio di vicinanza a tutti coloro che vivono questa situazione con particolare preoccupazione, rilanciando l’importanza di avere fiducia nella ricerca scientifica, quale fondamentale strumento per trovare le risposte di cui abbiamo bisogno.

    In questo drammatico momento vissuto dal nostro Paese, anche noi di Fondazione AriSLA intendiamo innanzitutto esprimere un profondo cordoglio a quanti hanno purtroppo perso un caro a causa della epidemia. Vogliamo allo stesso tempo manifestare la nostra vicinanza a tutti coloro che vivono questa situazione con particolare preoccupazione, soprattutto le persone più fragili con difficili patologie come la SLA. Una preoccupazione che conosco bene, che sentiamo, viviamo anche noi tutti pienamente.

    E da medico e ricercatore non posso che esprimere solidarietà e forte vicinanza all’intera comunità medico-scientifica e a tutti gli operatori sanitari: a loro dobbiamo rivolgere un immenso grazie per il loro costante e fondamentale impegno e quotidiano lavoro, in prima linea contro il Covid-19, al fine di poter sempre garantire la cura delle persone.

    AriSLA sin dal principio ha voluto accogliere le disposizioni emanate dal Governo centrale e regionale, allineandosi fattivamente a quanto indicato. Tutti i dipendenti della Fondazione, infatti, hanno iniziato a lavorare da casa dalla emanazione del primo decreto per assicurare la loro e altrui sicurezza.

    Sì, com’è giusto fare in questo momento, siamo #rimastiacasa ma questo non ci ha fermati, non ha arrestato la nostra determinazione a sostenere la ricerca scientifica sulla SLA, che non dobbiamo dimenticare rimane una malattia di cui non si ha ancora una terapia efficace e che in Italia coinvolge tutti i giorni 6000 persone e le loro famiglie.

    Ecco perché oggi più che mai la nostra priorità è quella di dare continuità al lavoro dei ricercatori. Uno degli strumenti per noi più importanti è il bando annuale, con cui ad oggi abbiamo potuto supportare oltre 260 ricercatori e 78 progetti. In questi giorni stiamo lavorando proprio per mettere a punto un nuovo bando, che auspichiamo di poter pubblicare in tempi brevi.

    La nostra convinzione è che ancora una volta la ricerca scientifica ci aiuterà a superare questo delicato momento, confermando quanto sia fondamentale sostenerla per poter progredire in tutti gli ambiti della medicina.

    Il nostro impegno è essere al fianco dei ricercatori che si occupano di SLA, lo è oggi, lo sarà anche domani e in futuro, quando tutto tornerà alla normalità, con la consapevolezza che la ricerca deve andare avanti sempre.

    Possiamo, dobbiamo farcela: #restiamoacasa, tutti, per proteggere noi e chi è più fragile e torneremo ad essere più forti di prima”.

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    #Restiamoacasa, ma continuiamo a lavorare per la ricerca

    In linea con il DPCM 11 marzo 2020, che estende a tutto il territorio nazionale misure necessarie al contenimento dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19, lo staff di Fondazione AriSLA svolge le proprie mansioni in smart working, per continuare ad essere operativo e dare il massimo supporto a chi fa ricerca. 

    Per chi dovesse avere l’esigenza di contattare lo staff, qui di seguito sono disponibili tutti i contatti:

    Dr. Paolo Masciocchi – Segretario Generale: paolo.masciocchi@arisla.org

    Dr. Anna Ambrosini – Direttore Scientifico: anna.ambrosini@arisla.org

    Dr. Stefania Guareschi – Grant Manager: stefania.guareschi@arisla.org

    Dr. Maddalena Ravasi – Grant Manager: maddalena.ravasi@arisla.org

    Dr. Tiziana Zaffino – Communication manager: tiziana.zaffino@arisla.org

    Dr. Brigita Jitaru – Segreteria amministrativa:segreteria@arisla.org

    Dr. Francesca Guadagni – Amministrazione: francesca.guadagni@arisla.org

    Potete raggiungerci anche telefonicamente al numero 02. 20242390.

    Per qualsiasi informazione o aggiornamento sulle attività continuate a seguirci sulla sezione news del nostro sito e i nostri canali social (Facebook,Twitter e YouTube).

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    I post dei ricercatori AriSLA per il ‘Rare Disease Day’

     In occasione del ‘Rare Disease Day’, Fondazione AriSLA ha coinvolto in una campagna social gli ultimi ricercatori finanziati, selezionati con il ‘Bando AriSLA 2019.  I ricercatori coinvolti nella campagna social sono: Caterina Bendotti dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, Camilla Bernardini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Tiziana Bonifacino dell’Università degli studi di Genova, Marta Fumagalli dell’Università degli Studi di Milano, Maurizio Inghilleri dell’Università Sapienza di Roma, Stefano Garofalo dell’Università Sapienza di Roma; Vincenzo La Bella dell’Università degli Studi di Palermo, Mario Milani del CNR Istituto di Biofisica di Milano, Luca Muzio dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano, Eleonora Palma dell’Università Sapienza di Roma, Pierfausto Seneci dell’Università degli Studi di Milano.

     ECCO TUTTI I LORO POST

     

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    AriSLA aderisce al ‘Rare Disease Day’ con una campagna social. Melazzini: “Occasione per ribadire importanza di sostenere la ricerca’

    Milano, 29 febbraio 2020 - Anche quest’anno AriSLA, Fondazione Italiana di ricerca per la SLA, aderisce alla ‘Giornata delle Malattie Rare’, che si celebra dal 2008 l’ultimo giorno di febbraio per porre l’attenzione sui bisogni delle persone con patologie rare, sui loro familiari e sulla necessità di supportare la ricerca quale strumento fondamentale per migliorare la vita di queste persone. 

     IL PRESIDENTE MELAZZINI: ‘LA RICERCA E’ SPERANZA E LA SPERANZA E’ VITA PER TUTTI NOI’

    Rinnoviamo anche quest’anno l’appuntamento con questa speciale Giornata – sostiene il Presidente di Fondazione AriSLA, Mario Melazzini– quale occasione per ribadire l’importanza di sostenere la ricerca per dare risposte a chi convive con malattie complesse come la SLA. AriSLA da 10 anni è dalla parte dei ricercatori e anche nel 2020 abbiamo in programma il lancio di un nuovo bando per finanziare altri progetti di ricerca d’eccellenza con l’obiettivo di avvicinarci ad una terapia efficace per la SLA. Perché la ricerca è speranza e la speranza è vita per tutti noi”.

    CAMPAGNA SOCIAL CON I RICERCATORI – In occasione del ‘Rare Disease Day’, Fondazione AriSLA ha coinvolto in una campagna social gli ultimi ricercatori finanziati, selezionati con il ‘Bando AriSLA 2019. Nei post pubblicati sui profili social della Fondazione, i ricercatori mostrano una mano colorata, in linea con la campagna a livello mondiale, e confermano ‘l’impegno a non fermarsi finché non saranno trovate le risposte necessarie a contrastare in modo efficace la SLA’. I ricercatori sono decisi ad ‘andare avanti, tutti insieme, con fiducia e speranza nella ricerca’.

     Nei post è possibile leggere anche una breve descrizione dei progetti di ricerca su cui stanno lavorando. Si tratta di sei nuovi studi che hanno l’obiettivo di approfondire i meccanismi che conducono alla degenerazione dei motoneuroni e individuare nuove modalità di intervento terapeutico per modificare la progressione della malattia.

    Ringraziamo tutti i ricercatori che hanno accolto l’invito ad aderire insieme a noi al ‘Rare Disease Day’ – afferma il Presidente Melazzini  - testimoniando la volontà di compiere un gesto che mira a sensibilizzare tutti ad essere parte di una grande comunità, che si prende carico dell’altro e che si traduce per AriSLA nel sostegno alla ricerca”.

     I ricercatori coinvolti nella campagna social sono: Caterina Bendotti dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano, Camilla Bernardini dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Tiziana Bonifacino dell’Università degli studi di Genova, Marta Fumagalli dell’Università degli Studi di Milano, Maurizio Inghilleri dell’Università Sapienza di Roma, Stefano Garofalo dell’Università Sapienza di Roma; Vincenzo La Bella dell’Università degli Studi di Palermo, Mario Milani del CNR Istituto di Biofisica di Milano, Luca Muzio dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, Milano, Eleonora Palma dell’Università Sapienza di Roma, Pierfausto Seneci dell’Università degli Studi di Milano.

     GUARDA TUTTI I POST DEI RICERCATORI

    Anche lo staff di AriSLA ha aderito convintamente alla speciale Giornata, postando una foto di gruppo con le mani colorate. Il sito arisla.org e i profili social su twitter e facebook sono stati ‘vestiti’ con i materiali grafici messi a disposizione dalla promotrice della Giornata, l’ EURORDIS-Rare Diseases Europe, alleanza non profit che raggruppa 894 associazioni di pazienti affetti da malattie rare di 72 paesi che lavorano insieme per migliorare la vita di 30 milioni di persone che in Europa vivono con una malattia rara.

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