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    BrainStorm annuncia inizio arruolamento pazienti nel Trial Clinico di Fase 3

    AAEAAQAAAAAAAAZQAAAAJGZkY2ZmODUzLWFjNWItNDIxYy1iNjg3LTY3MmFlYzk4NmNiZABrainStorm annuncia inizio l'arruolamento dei pazienti nel Trial Clinico di Fase 3

     

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    Milano, 17 ottobre 2017 - BrainStorm Cell therapeutics Inc. ha annunciato ieri l’inizio dell’arruolamento dei pazienti nel Trial Clinico di Fase 3 NurOwn® per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica presso il Massachusetts General Hospital e UC Irvine Medical Center in California.

    Il trial arruolerà circa 200 pazienti e sarà condotto in sei centri clinici leader nella SLA negli Stati Uniti. Verranno selezionati sottogruppi di pazienti sulla base  delle caratteristiche che hanno già dimostrato avere esiti migliori nel Trial Clinico di fase 2. I primi risultati sono attesi per il 2019.

    Il trial è supportato da un finanziamento di 16 milioni di dollari da parte del CIRM (California Institute of Regenerative Medicine).

    Per maggiori informazioni e possibile visionare il comunicato stampa originale al seguente link  http://phx.corporate-ir.net/phoenix.zhtml?c=142287&p=irol-newsArticle&ID=2308633

    oppure il sito https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT03280056

     
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    Il Team AriSLA non si ferma: domenica 15 ottobre alla 'Sesto Randò'
    foto Team AriSLAIl Team AriSLA continua a pedalare per la ricerca sulla SLA

    Dopo il successo alla Gif Tre Valli Varesine, domenica 15 ottobre il team guidato da Oscar Nicoletti parteciperà alla seconda edizione della 'Sesto Randò'. Sostieni anche tu il Team!

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    Dopo la grande prova alla Gif Tre Valli Varesine, in cui Paola Pastore e Beatrice Tonini hanno conquistato rispettivamente la terza e prima nelle proprie categorie - oggi sul 'Giornale Arona' le due cicliste raccontano il significato di vincere per una causa speciale e contribuire a sostenere la ricerca -  il  Team AriSLA continua a pedalare per supportare Fondazione AriSLA.

    La formazione di atleti e dilettanti, nata da un'idea del castellettese Oscar Nicoletti con l'obiettivo di ricordare il compianto Daniele Crenna, scomparso nel 2011, parteciperà domenica 15 ottobre alla seconda edizione della 'Sesto Randò': partenza alla francese tra le 8.30 e le 9.00 da Piazza Garibaldi a Sesto Calende.

    Vi invitiamo tutti a fare il tifo ancora una volta per il 'Team AriSLA' che corre con l'obiettivo di sensibilizzare i cittadini all'importanza della donazione a favore del progetto Eco_Als, promosso da Fondazione Arisla: Lo studio si propone di creare un dispositivo che permetterà alle persone con Sla di controllare la carrozzina e il letto articolato tramite il solo uso degli occhi. E' possibile contribuire a promuovere il progetto tramite il portale Rete del dono.

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    Aggiornamento su progetto finanziato da AriSLA ‘Chronos’ concentrato sui meccanismi legati all’insorgenza della SLA
    gruppo Feiguin

    Il dott. Fabian Feiguin con il suo gruppo di ricerca

    Aggiornamento su progetto finanziato da AriSLA ‘Chronos’ concentrato sui meccanismi legati all’insorgenza della SLA
     
    Gli sviluppi del progetto di ricerca di base ‘CHRONOS’, vincitore della Call for Projects 2014 di Fondazione AriSLA, sono oggi al centro di un articolo pubblicato sul quotidiano ‘Il Piccolo’. Lo studio, coordinato dal dott.Fabian Feiguin, ricercatore presso l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology (ICGEB) di Trieste, si propone di ampliare le conoscenze sulla proteina TDP-43, coinvolta in alcune forme familiari e sporadiche di SLA,  al fine di determinare quali siano gli eventi iniziali scatenanti la malattia ed analizzare il ruolo di questa proteina nel possibile recupero di un danno neurologico.
    Il team del dott. Feiguin ha generato, grazie anche ad un precedente finanziamento di Fondazione AriSLA (Progetto ALSMNDTDP43 - Call 2010), un modello di “Drosophila melanogaster”, il moscerino della frutta, eliminando il gene TBPH, l’omologo di TDP-43 umano: questo modello presenta difficoltà locomotorie, difetti nelle sinapsi dei motoneuroni e una ridotta aspettativa di vita, caratteristiche tipiche della SLA e che correlano strettamente TDP-43 alla patologia. Grazie al progetto ‘Chronos’ il gruppo di ricerca guidato da Feiguin  si è posto l’obiettivo di  valutare le funzionalità della proteina TDP-43 in vivo, nel modello di “Drosophila”, per determinare se essa giochi un ruolo temporalmente specifico durante lo sviluppo dei motoneuroni, o se la sua presenza sia permanentemente richiesta per la sopravvivenza degli stessi.
    Capire in che modo la proteina funziona e regola la locomozione della moscaha commentato Feiguin al quotidiano ‘Il Piccolo’equivale alla possibilità di ottenere una cura per la SLA. Ci siamo pertanto chiesti quali sono i meccanismi che conducono alla neurodegenerazione, scoprendo che questa proteina è richiesta permanentemente nel sistema nervoso per determinare l’organizzazione funzionale dei motoneuroni e delle connessioni sinaptiche”.
    Il coordinatore scientifico ha poi spiegato che è stato verificato “se nelle mosche in cui avevamo soppresso la TDP43 era possibile rigenerare i neuroni. Abbiamo atteso tutto lo sviluppo delle mosca, riattivando in età adulta la proteina e ciò ha fatto sì che le mosche riprendessero a camminare, il motoneurone quindi ha una capacità funzionale residua e intervenendo ha una capacità di rigenerarsi. Iniziamo a capire le basi molecolari della modificazione della proteina e questo apre a nuove terapie farmacologiche”.   
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    Pubblicato l'AriSLA Book 2016: il racconto della Fondazione per dare impulso alla ricerca

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    Solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare”. E’ con queste parole di Thomas S. Eliot, Premio Nobel per la letteratura nel 1948, che invitano ad avere coraggio e non perdere mai la fiducia nel proprio operato, che si apre l’’AriSLA Book’ 2016: il racconto, sempre più ricco di testimonianze, immagini e grafici, dell’impegno profuso dalla Fondazione per dare impulso alla ricerca scientifica sulla SLA nel nostro Paese.

    E’ il nostro Presidente Alberto Fontana a spiegare ‘il valore dell’impegno’ di AriSLA per garantire risposte certe e sicure a chi convive con la malattia e che si traduce in numeri: nove bandi pubblicati in otto anni a sostegno dei progetti di ricerca italiani; oltre 10,6 milioni di euro investiti in attività di ricerca, 62 progetti finanziati, 113 gruppi di ricerca coinvolti, 250 ricercatori supportati, 11 assegni di ricerca finanziati e 103 contratti attivati dal 2012 al 2016. Un impegno che valorizza soprattutto i giovani: “ogni anno sosteniamo - ricorda il Presidente nel suo intervento - circa 20 giovani ricercatori italiani che lavorano nei gruppi di ricerca destinatari del Grant AriSLA”.

    Sono numeri che fanno di AriSLA un punto di riferimento per la comunità scientifica che opera in questo ambito, non solo al livello nazionale, e sono frutto del contributo di quanti credono nella ricerca quale strumento efficace per sconfiggere la SLA. Grazie al supporto fondamentale dei Soci Fondatori - AISLA Onlus, Fondazione Cariplo, Fondazione Telethon, e Fondazione Vialli e Mauro - e grazie a tutti coloro che hanno voluto, in modo diverso, essere al nostro fianco è stato possibile raggiungere importanti risultati. Sono oltre 16mila coloro che hanno scelto in questi anni di investire nella ricerca, destinando il loro 5x1000 nella dichiarazione dei redditi; più di 5,8 milioni di euro è il valore delle donazioni liberali dal 2009 ad oggi; 2,6 milioni di euro è la cifra complessiva delle donazioni che hanno portato all’adozione di 27 progetti di ricerca. E sono 30 gli eventi di sensibilizzazione e raccolti fondi promossi dai gruppi di volontari sorti in questi anni su tutto il territorio nazionale che si spendono ogni anno, con energia e determinazione, per sensibilizzare la comunità sull’importanza di supportare concretamente la ricerca, aiutandoci a diffondere una ‘cultura’ che vede la ricerca non come un costo, ma come un investimento per contrastare la malattia.

    Attraverso un processo di valutazione basato sui più consolidati e trasparenti criteri di peer-review, che danno valore alle idee progettuali considerate di eccellenza scientifica, AriSLA ha potuto investire le risorse raccolte nel raggiungimento della propria mission, che vede nel coordinamento, promozione e finanziamento della migliore ricerca italiana il suo cuore pulsante.  Grazie al lavoro dei nostri ricercatori in questi anni abbiamo raggiunto i primi traguardi: abbiamo identificato 5 degli otto nuovi geni coinvolti nell’insorgenza della SLA; impiegato risorse nella ricerca di base e traslazionale, per comprendere i meccanismi cellulari e molecolari coinvolti nell’insorgenza della malattia ed individuare nuovi biomarcatori utili per la diagnosi precoce e la prognosi affidabile della malattia;realizzato due prototipi di ausili tecnologici per la comunicazione aumentativa per migliorare la qualità di vita delle persone con SLA; promosso l’avvio di 4 Trial clinici multicentrici, che hanno favorito la creazione di un network di 25 centri clinici d’eccellenza in Italia; incrementato il numero di pubblicazioni scientifiche sulla SLA, arrivando a quota 165 e contribuendo così a rendere l’Italia la seconda comunità al mondo più produttiva dopo gli Stati Uniti in questo ambito.

    Ogni passo, ogni scelta è stata compiuta ponendo sempre al centro la persona, le sue necessità e bisogni. Ecco perché anche la comunicazione della nostra ricerca, attuata in modo costante e diretta, ha avuto l’obiettivo di ‘informare’ e allo stesso ‘formare’, per coltivare il prezioso dialogo tra mondo della ricerca e comunità dei pazienti: elemento su cui crediamo molto e che riteniamo fondamentale per poter insieme costruire un futuro senza SLA. giovani ricercatori

    La nostra sfida è di perseverare nella strada intrapresa, rafforzando l’impegno al fianco dei ricercatori e sostenendo una ricerca fatta di persone per le persone. E seguendo questo principio abbiamo voluto pubblicare nel Book alcune testimonianze dei nostri ricercatori, dando valore alle loro storie, oltre che ai loro studi, e raccontando una ricerca dal volto umano come sottolinea uno di loro:“ Si fa ricerca non per raggiungere un successo personale, ma per migliorare il mondo in cui viviamo e cercare di arrivare alla profonda conoscenza di ciò che studiamo, pensando di essere utili agli altri”.

    Buona lettura!

     

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    AGGIORNAMENTI SUL PROGETTO ‘PROMISE’: AVVIATO ANCHE NEL CENTRO NEMO DI MILANO

    Con la seguente comunicazione si intende fornire un nuovo aggiornamento in merito all’evoluzione del progetto di ricerca clinica “PROMISE, Misfolding proteico e SLA: studio clinico randomizzato di fase II “, tra i sette vincitori della Call 2013 di Fondazione AriSLA e coordinato dal dott. Giuseppe Lauria dell’Unità Malattie Neuromuscolari, Fondazione IRCCS – Istituto Neurologico “Carlo Besta” di Milano.

    Come precedentemente annunciato, PROMISE è stato avviato lo scorso dicembre e vede coinvolti 24 centri italiani. Qui è possibile consultare l’elenco aggiornato dei centri.

    Si sottolinea che al momento i centri aperti sono diciassette:  quello collocato presso la Fondazione “Carlo Besta” di Milano, centro coordinatore del progetto, il centro SLA di Cagliari, quello dell'IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano, il centro SLA presso l'Università di Modena, il centro collocato al NESMOS, Dipartimento dell'Unità di Malattie neuromuscolari dell'Ospedale Sant'Andrea e Università 'La Sapienza' di Roma, il centro SLA di Siena (Università degli studi di Siena); Neurology Unit, Dpt of Neuro-Motor Diseases, IRCCS Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia e il centro SLA dell'Università di Palermo.

    Sono stati aperti anche i centri di Mistretta in provincia di Messina (Fondazione Maugeri), quello di Napoli, quello del San Raffaele, il centro Casa di Cura Privata del Policlinico Milano, quello presso la Fondazione Maugeri di Milano e il Centro AOU Città della Salute e della Scienza di Torino. Le ultime aperture riguardano il Centro di Padova, quello di Ferrara e il Centro clinico NEMO di Milano.

    I centri indicati nell’elenco sotto la dicitura “in fase di apertura" sono in attesa di finalizzare gli ultimi adempimenti di natura burocratica.

    Sarà data comunicazione, in modo tempestivo, dell’apertura di ogni centro coinvolto nello studio.  Per richiedere maggiori informazioni è possibile scrivere a segreteria@arisla.org.

     

     

    SCHEDA PROGETTO

    PROMISE Misfolding proteico e SLA: studio clinico randomizzato di fase II

    Principal Investigator Giuseppe Lauria, Unità Malattie Neuromuscolari, Fondazione IRCCS – Istituto Neurologico “Carlo Besta”, Milano

    Partenariato 24 centri di ricerca sul territorio italiano

    Valore del progetto: 296.625 euro

    Ambito di ricerca: Ricerca clinica - Full Grant

    Durata 36 mesi

     

    OBIETTIVI DEL PROGETTO

    La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una patologia neurodegenerativa con decorso ad oggi irreversibilmente fatale, causata dalla progressiva disfunzione e degenerazione dei motoneuroni. Questo si riflette in particolare nell’atrofia dei muscoli volontari e nel deficit di forza, con conseguente perdita di molteplici funzioni, fino alla compromissione delle funzioni vitali. Nel corso degli ultimi anni, studi in modelli animali hanno contribuito a comprendere un meccanismo molto importante alla base del danno cellulare e della sua progressiva diffusione ai motoneuroni. È stato infatti dimostrato che i motoneuroni affetti perdono la capacità di mantenere il fisiologico equilibrio tra la sintesi e la distruzione di proteine cellulari. Questo evento si traduce nell’accumulo di proteine non correttamente funzionanti, che innesca meccanismi in grado di danneggiare molte funzioni cellulari e di propagarsi anche nei motoneuroni circostanti.

    Lo studio PROMISE è stato disegnato per testare l’efficacia di una farmaco che agisce a questo livello nelle cellule, contrastando l’accumulo patologico di proteine e favorendo l’eliminazione delle proteine alterate. La sperimentazione clinica è stata disegnata al fine di valutare le potenzialità di questo farmaco nel rallentare il decorso della malattia.

     

    IMPATTO SULLA MALATTIA

    Le informazioni derivate da questo studio, nel caso si rivelassero positive, saranno la base necessaria per il disegno di un successivo studio di fase III di conferma. Inoltre quest’indagine potrebbe far luce su alcuni meccanismi cellulari implicati nella malattia, in particolare sulla degradazione proteica.

     

     

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