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    Ricercatrice AriSLA racconta il suo sogno nel cassetto

    Continuiamo a raccontarvi le storie dei ricercatori AriSLA che, anche durante la diffusione del #coronavirus, hanno continuato ad impegnarsi a portare avanti il loro prezioso lavoro.

    Camilla Bernardini, ricercatrice presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma

    Vi parliamo di Camilla Bernardini, coordinatrice del progetto ‘PotentiALS’ e ricercatrice presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma,  che racconta quale sia il suo sogno nel cassetto: “Il mio sogno o meglio quello per cui lavoro è di apportare una parte di conoscenza che si possa connettere alle tante parti generate dagli tutti gli scienziati che nel tempo si sono occupati di SLA così, grazie allo sforzo di tutti ed alla connessione tra noi, penso che arriveremo presto a comprendere le cause che scatenano questa terribile malattia per poterla contrastare in maniera efficace”

    Continua a leggere la sua storia nella nostra pagina 'Testimoni di speranza'. https://bit.ly/2XJYXde #nonfermarelaricerca

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    Risultati positivi da studio ArisLA che indaga sul possibile utilizzo terapeutico degli esosomi

    Gli esosomi, vescicole extracellulari con ruoli importanti nella comunicazione intercellulare, sono in grado di migliorare gli aspetti clinici e patologici nei modelli sperimentali di sclerosi multipla e SLA. E’ quanto emerge dai risultati ottenuti dallo studio ‘ExoALS’ (vincitore Bando AriSLA 2016) del gruppo di ricerca coordinato dalla Dott.ssa Raffella Mariotti del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento dell’Università degli Studi di Verona e recentemente pubblicati sulla rivista scientifica ‘International Journal of Molecular Sciences’.  

    In particolare, grazie allo studio, supportato da AriSLA e da Brain Research Foundation Verona Onlus, è stato possibile indagare il ruolo svolto dagli esosomi, isolati dalle cellule staminali adipose (ASC) e somministrati su un modello murino di SLA familiare con mutazione SOD1 (G93A), e riscontrare il loro potenziale effetto neuroprotettivo.

    Sono stati, infatti, monitorati gli effetti degli esosomi somministrati sulla progressione della malattia attraverso prove motorie e l’analisi dei motoneuroni lombari e delle cellule gliali (cellule che, insieme ai neuroni e ai vasi sanguigni, formano il sistema nervoso). I risultati hanno dimostrato che la somministrazione ripetuta di esosomi ASC ha migliorato la prestazione motoria e ha ridotto l'attivazione delle cellule gliali nei modelli murini SOD1 (G93A) trattati.

    Inoltre lo studio ha permesso di confrontare l'effetto di due diverse vie di somministrazione degli esosomi, endovenosa e intranasale. Su questo aspetto la ricercatrice Mariotti spiega come quella intranasale sia stata eletta come preferibile per effettuare studi di tipo traslazionale. “La somministrazione per via intranasale – commenta la Dott.ssa Mariotti - grazie alle sue caratteristiche, risulta infatti essere facilmente accessibile, non invasiva per il paziente e di rapido assorbimento grazie all’elevata permeabilità della zona. La via intranasale impedisce eventuali trasformazioni di tipo metaboliche degli esosomi che possono modificarne l’effetto terapeutico e conseguenze collaterali indesiderate risultano ridotti, rendendo più accettabili anche terapie prolungate. In particolare, nelle malattie neurologiche, l’utilizzo di questa via preferenziale ci permette di avere un accesso facilitato al Sistema nervoso centrale, bypassare la barriera emato-encefalica e raggiungere così le aree terapeutiche bersaglio sfruttando il collegamento naso-cervello. La dimensione delle nanoparticelle – sottolinea ancora la ricercatrice -  ben si presta alla creazione di una forma farmaceutica in tipo spray o dispositivo nasale (liquido, a dosaggio di polvere o pressurizzato-liquido/solido o semisolido)”.

     

    I significativi dati raccolti dallo studio contribuiscono dunque ad accrescere la conoscenza sugli esosomi e rappresentano una valida base per proseguire la ricerca al fine di migliorare il loro possibile e promettente utilizzo terapeutico nei pazienti SLA.

    Contatto  per eventuali richieste di approfondimento:

    Dott.ssa Raffaella Mariotti

    Raffaella.mariotti@univr.it

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    Aderiamo allo SLA GLOBAL DAY. Presidente Melazzini: "Impegno a tradurre vivacità della comunità scientifica in risultati per i pazienti"

    Comunicato stampa

    FONDAZIONE ARISLA ADERISCE ALLO SLA GLOBAL DAY

    Presidente Melazzini: “Più di 100 le proposte al Bando AriSLA testimoniano vivacità della comunità scientifica italiana. Il nostro impegno è finalizzato a tradurla in risultati per i pazienti”

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     Milano, 19 giugno 2020 - AriSLA, Fondazione italiana di ricerca sulla SLA, aderisce allo ‘SLA GLOBAL DAY’, che si celebra il 21 giugno in tutto il mondo rilanciando la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Federazione internazionale delle associazioni dei pazienti, International Alliance of ALS / MND Associations.

    PERCHE’ IL 21 GIUGNO - Non è casuale che il Global Day sia il 21 giugno, giorno del solstizio d’estate e punto di svolta dal punto di vista astronomico. La speranza della comunità delle persone con SLA, dei loro familiari, delle Associazioni e dei loro sostenitori è che questo stesso giorno di solstizio segni presto anche un altro punto di svolta nella ricerca della causa, del trattamento e della cura della SLA.

    PRESIDENTE MELAZZINI: “PANDEMIA COVID-19 HA EVIDENZIATO L’IMPORTANZA DI SOSTENERE LA RICERCA. LAVORIAMO PERCHE’ SI ARRIVI PRESTO A UNA TERAPIA EFFICACE”

    Quest’anno lo SLA GLOBAL DAY assume ancora più valore in un contesto come quello attuale, segnato dalla pandemia del Covid-19 – sottolinea il Presidente Melazzini – che ha accentuato la fragilità delle persone che convivono con la malattia e allo stesso tempo l’importanza di sostenere la ricerca scientifica per dare loro risposte concrete sul fronte terapeutico. Dal nostro osservatorio rileviamo che la comunità scientifica italiana vuole mettersi in gioco per vincere la sfida contro la SLA: ne sono testimonianza le oltre 100 proposte presentate al Bando AriSLA 2020, chiuso l’11 giugno. Il nostro impegno è tradurre questa vivacità in risultati per i pazienti, dando continuità e consentendo ai progetti più validi e innovativi di essere sviluppati perché si arrivi presto ad una terapia efficace. Crediamo che un mondo senza la malattia sia possibile e tutti possiamo contribuire a realizzarlo”.

    I NUMERI DEI 10 ANNI DI ARISLA. In questi 10 anni AriSLA ha investito oltre 12,4 milioni di euro in attività di ricerca, ha finanziato 78 progetti, di cui 16 in corso, in diversi ambiti di ricerca, (base, preclinica e traslazionale, clinica e tecnologica), supportando 130 ricercatori che hanno portato a 250 pubblicazioni scientifiche (ref: WebOfScience, 2010-2019). Tra i traguardi raggiunti si citano il contributo alla scoperta di 6 geni coinvolti nell’insorgenza della malattia, il finanziamento di 8 studi clinici, di cui 4 studi clinici interventistici, l’apporto dato alla creazione di un network di 25 centri clinici che operano su tutto il territorio nazionale.

    Tra i dati raccolti dalla Fondazione emerge che i laboratori di ricerca che hanno ricevuto un finanziamento AriSLA sono distribuiti su tutto il territorio nazionale: in particolare gli investimenti della Fondazione hanno sostenuto il 45% di tutti gli Istituti italiani che hanno pubblicato sulla SLA (ref: WebOfScience, 2010-2018). Le analisi mostrano una ottima produttività scientifica da parte dei ricercatori titolari di progetti della Fondazione ed il riconoscimento da parte della comunità internazionale del valore dei risultati conseguiti, che hanno contribuito ad aumentare la conoscenza scientifica fornendo la base per altri studi. Grazie ai finanziamenti AriSLA, infatti, numerosi ricercatori hanno potuto dare continuità alla loro ricerca, producendo risultati che hanno consentito di ottenere fondi anche da altri enti: ben 25 ricercatori hanno ottenuto 43 ulteriori finanziamenti da parte di altri enti pubblici o privati, nazionali o internazionali.

    DONAZIONI 5X1000 CONTRIBUIRANNO A SUPPORTARE VINCITORI DEL BANDO 2020 – E’ in corso anche la campagna 5X1000 di Fondazione AriSLA, che costituisce per l’ente non profit una fondamentale risorsa per dare continuità alla ricerca scientifica sulla SLA. In particolare le donazioni raccolte con il 5X1000 contribuiranno a sostenere i ricercatori che risulteranno vincitori del Bando AriSLA 2020. Per destinare il 5X1000 ad AriSLA è sufficiente apporre la propria firma nella dichiarazione dei redditi nel riquadro riservato a “Finanziamento della ricerca scientifica e della Università” o a “Finanziamento della ricerca sanitaria” e inserire il codice fiscale di Fondazione Italiana di Ricerca per la SLA 97511040152. 

    Contatti ufficio stampa AriSLA

    Tiziana Zaffino - 02.20.24.23.90 - cell. 347 2895206  tiziana.zaffino@arisla.org

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    'In questo momento più forte la consapevolezza che lo sforzo di tanti porterà a trovare soluzioni'

    Continuiamo a raccontarvi le storie dei ricercatori AriSLA che, anche durante la diffusione del #coronavirus, hanno continuato ad impegnarsi a portare avanti il loro prezioso lavoro.

    Vi parliamo di Mauro Cozzolino, dellIstituto di Farmacologia Traslazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma, coordinatore del progetto 4_SPLICEALS’, che riserva un bel ricordo della prof.ssa Maria Teresa Carrì dell’Università di Roma Tor Vergata, scomparsa nel 2018, che ha dedicato la sua vita alla #ricerca: “Il momento che stiamo vivendo e abbiamo vissuto ha determinato un cambiamento che senza dubbio lascerà il segno nella vita di tutti noi. Da ricercatore che da tanti anni studia una malattia come la SLA sono abituato alle sfide che il lavoro di ricerca ci pone quotidianamente, e in un momento come questo è ancora più forte la consapevolezza che lo sforzo di tanti porterà a trovare soluzioni. Spero che la situazione che stiamo vivendo contribuisca ad aumentare la fiducia delle persone nell’importanza della ricerca scientifica. L’incontro che per tanti versi ha segnato la mia vita scientifica e personale è stato quello con la Prof.ssa Maria Teresa Carrì. Devo a lei il mio interesse per la ricerca sulla SLA, la dedizione che sento per questo nostro lavoro ed il senso di rispetto e responsabilità che tutti noi dobbiamo alle persone con SLA, e che Maria Teresa ha saputo trasmettere a quanti hanno condiviso con lei un lungo percorso di vita e di lavoro”. Continua a leggere la sua storia nella nostra pagina 'Testimoni di speranza'. https://bit.ly/2XJYXde #nonfermarelaricerca

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    'Da studio del Covid-19 possono arrivare notizie utili per la SLA'

    Continuiamo a raccontarvi le storie dei ricercatori AriSLA che, anche durante la diffusione del #coronavirus, hanno continuato ad impegnarsi a portare avanti il loro prezioso lavoro.

    Vi parliamo di Caterina Bendotti dell’Istituto Mario Negri, che racconta come il #Covid19 abbia cambiato il modo di lavorare e come dal suo studio potrebbero arrivare notizie utili per la #SLA: “Il periodo che stiamo vivendo ha indotto me e i miei collaboratori a sperimentare un nuovo modo di lavorare, soffermandoci di più a elaborare il significato dei dati ottenuti prima della emergenza e programmare nuovi esperimenti. Abbiamo comunque continuato ad andare in laboratorio, a turni, per dare continuità agli esperimenti e non vanificare il lavoro di tanti mesi. In questo periodo mi è capitato spesso anche di guardare articoli sul #Covid19. L’infiammazione, che è tra le cause principali della polmonite acuta nei pazienti affetti da #Covid19, è un processo patologico che avviene anche nelle malattie neurodegenerative tra cui la #SLA. Perciò dalla ricerca dei farmaci antiinfiammatori per migliorare i sintomi della #Covid19 potrebbero emergere informazioni utili anche per la #SLA e viceversa. Penso che la SLA non sia invincibile ma per combatterla bisogna conoscerla. Questo è ciò che mi spinge tutti i giorni a trovare indizi, fare ipotesi, verificarle sperimentalmente pronti a cambiare rotta”. Continua a leggere la sua storia nella nostra pagina 'Testimoni di speranza'. https://bit.ly/2XJYXde #nonfermarelaricerca

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