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SLA: la comunità scientifica italiana si confronta sul futuro della ricerca

Gli studiosi italiani scommettono su diversi fronti della ricerca di base, dai biomarcatori, ai nuovi modelli di malattia, fino all’epigenetica, al fine di individuare strategie terapeutiche efficaci. L’obiettivo più importante è rispondere al più presto alle esigenze dei pazienti che oggi in Italia sono circa 6000 e nel mondo 420.000, ma secondo una recente ricerca italo-americana il dato è destinato a crescere: è previsto entro il 2040 un aumento del 32% dei casi, specialmente tra le donne.

A confrontarsi sugli sviluppi e i nuovi scenari della ricerca scientifica sulla SLA sono stati i 300 ricercatori italiani presenti al VI Convegno scientifico annuale ‘Nuove prospettive di ricerca per un futuro senza SLA, che si è svolto a Milano presso Foto Convegno AriSLA_2il Centro Congressi di Assolombarda venerdì 14 ottobre e promosso da AriSLA, la Fondazione italiana di ricerca sulla SLA. L’appuntamento scientifico ha visto la partecipazione dei massimi esperti italiani e internazionali in questo ambito ed è stata l’occasione per condividere le conoscenze sulla SLA e aggiornarsi sui progressi compiuti dalla ricerca.

 

LA GIORNATA - A introdurre i lavori della giornata, il Presidente di AriSLA, Alberto Fontana, che ha invitato i ricercatori a proseguire nel loro lavoro d’eccellenza con impegno e passione, e il direttore scientifico, Giulio Pompilio. A rivolgere un saluto anche il Vice Presidente di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza, Alessandro Spada Foto Convegno AriSLA_1e il Presidente della III Commissione Permanente - Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale lombardo, Fabio Rolfi. In un video messaggio anche il saluto di Mario Melazzini, Presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco - AIFA.

I lavori sono proseguiti con la presentazione dei risultati raggiunti dai progetti di ricerca finanziati da Fondazione AriSLA e giunti a termine. Nella prima sessione la dott.ssa Federica Agosta (progetto MacLearnALS) e il dott. Angelo Quattrini (progetto EX-ALTA), della Fondazione Centro San Raffaele di Milano,hanno presentato i dati delle loro ricerche volte a caratterizzare i meccanismi biologici che sottendono la progressione della SLA, allo scopo di identificare nuovi biomarcatori specifici per questa malattia che potranno essere utili nel processo diagnostico.

A seguire la sessione riguardante lo studio dei meccanismi patologici nella SLA con gli interventi del dott. Giuseppe Pignataro (progetto CONSLA), Università degli Studi “Federico II” di Napoli, della Prof. Francesca Granucci (progetto DC-ALS), Università degli Studi di Milano-Bicocca e del dott. Mauro Cozzolino (progetto FUSMALS), Istituto di Farmacologia Traslazionale, CNR di Roma.

I progetti hanno esplorato alcuni potenziali meccanismi coinvolti nell’insorgenza della malattia: dalle alterazioni del metabolismo dello ione Calcio (Ca2+), al coinvolgimento delle cellule dendritiche, componenti chiave del sistema immunitario, fino al possibile ruolo della proteina SMN, responsabile dell’insorgenza della SMA (Spinal Muscolar Atrophy), nello sviluppo della SLA.

La sessione pomeridiana del Convegno è stata introdotta dalla Lecture del prof. Kevin Talbot, dell’Università di Oxford, ha sottolineato la necessità e l’urgenza di avere modelli preclinici affidabili di malattia, utili ad una rapida traslazione al letto del paziente.

Il tema dell’epigenetica è stato poi il filo conduttore di cinque relazioni di altrettanti ricercatori finanziati da Fondazione AriSLA, tramite i progetti HDACALS-2, del Prof. Alberto Chiarugi, Università degli Studi di Firenze; EpiALS, Principal Investigator la dott.ssa Camilla Bernardini, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; ALSHDAC1, Principal Investigator la dott.ssa Claudia Crosio, Università degli Studi di Sassari; MAMMALS della dott.ssa  Chiara Parisi, Istituto di Biologia Cellulare e Neurobiologia, CNR di Roma; LNCRNA della dott.ssa Stella Gagliardi, IRCCS Fondazione Istituto Neurologico Nazionale “C. Mondino” di Pavia.

I risultati di questi progetti, partendo dall’evidenza che la maggior parte dei caratteri ereditari viene trasmessa da geni che codificano per le proteine e sono contenuti nel DNA, mostrano come esista anche un codice separato, scritto con caratteri chimici, che si trova al di fuori della sequenza del DNA e che ha, a sua volta, effetti molto importanti sullo stato di salute e sull’organismo. Questo codice, detto epigenetico, potrebbe avere un ruolo anche nella genesi di molte malattie neurodegenerative come la SLA. I cinque progetti sostenuti dalla Fondazione,tramite la Call for Projects annuale,mirano a comprendere il ruolo della componente epigenetica nell’insorgenza e nella progressione della malattia, analizzando ciascuno diversi meccanismi chiave coinvolti nella SLA, allo scopo di identificare nuovi bersagli terapeutici.

Vincitore Premio Poster, Antonio Vallarola

Vincitore Premio Poster, Antonio Vallarola

Per concludere, durante la giornata sono stati inoltre presentati i poster relativi ai progetti scientifici attivi finanziati da Fondazione AriSLA. I giovani ricercatori coinvolti in questi progetti hanno avuto la possibilità di esporre il proprio lavoro davanti ad una giuria d’eccellenza composta dal Prof. Kevin Talbot, Responsabile della Clinica Neurologica e Professore del “Motor Neuron Biology at Nuttfield Department of Clinical Neuroscience” presso University of Oxford e dalla dott.ssa Lucia Monaco, Direttore Scientifico della Fondazione Telethon. Sulla base della qualità della ricerca presentata, della capacità di esposizione e dell’impatto dei risultati raggiunti sulla SLA, la giuria ha assegnato i premi studio di Fondazione AriSLA “Giovani per la ricerca”, del valore di 2.500 euro ciascuno, a due giovani ricercatori: Giulia Romano e Antonio Vallarola, rispettivamente del gruppo di ricerca del progetto ‘Chronos’ e del progetto ‘GFALS’.

Vincitore Premio Poster_Giulia Romano con Vice Presidente AriSLA Silvia Codispoti

Vincitore Premio Poster, Giulia Romano, con il Vice Presidente AriSLA Silvia Codispoti

Il premio per il miglior poster è stato assegnato grazie al  “Progetto Diventerò” di Fondazione Bracco: iniziativa pluriennale che si pone l’intento di accompagnare i giovani di talento nel loro iter formativo e professionale, promuovendo percorsi innovativi di consolidamento del legame tra il mondo accademico e quello del lavoro. I due vincitori entreranno a far parte di un network di eccellenze, la community dei Diventerò,  utile a mantenere contatti e relazioni durature nel tempo.

Clicca qui per scaricare il programma dell'evento: AriSLA Meeting 2016 draft program.

 


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