La SLA

La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA), conosciuta anche come malattia di Lou Gehrig, è una malattia neurodegenerativa progressiva dell’età adulta, determinata dalla perdita dei motoneuroni spinali, bulbari e corticali, che conduce alla paralisi dei muscoli volontari fino a coinvolgere anche quelli respiratori.

INFO_2I motoneuroni sono le cellule responsabili della contrazione della muscolatura volontaria, preposta in primo luogo al movimento, ma che presiede anche le funzioni vitali, come deglutizione, fonazione e respirazione: la loro degenerazione comporta la paralisi progressiva dei muscoli da loro innervati.

E’ presente sia in forma familiare (10% dei casi) che sporadica (90% dei casi). Si conoscono ad oggi quattro geni maggiori coinvolti (SOD1, TARDPB, FUS, c9orf72) e circa 15 geni minori (ALS2, SETX, VAPB, FIG4, ERBB4, MATR3, ANG, OPTN, VCP, UBQLN2, CHMP2B, PFN1, hNRPA1 A2/B1, TUBA4A). Le mutazioni ad oggi identificate sono responsabili di circa il 60% dei casi familiari e circa il 12% dei casi sporadici.

Nei pazienti SLA le capacità cognitive e sensoriali rimangono nella maggior parte dei casi intatte. La prevalenza, grazie all’aumento delle cure verso il paziente, è in aumento. Infatti solo in Italia si contano circa 5000 malati di SLA, con un tasso di prevalenza di 6-8 malati ogni 100.000 abitanti. L’incidenza è di 1-3 casi ogni 100.000 abitanti all’anno (fonte: www,aisla.it). L’aspettativa di vita dopo la diagnosi è mediamente di 3-5 anni, anche se il suo decorso presenta diverse manifestazioni in ogni paziente che ne è affetto.

Data la grande eterogeneità di questa patologia, la diagnosi risulta ancora complessa e non esistono al momento terapie farmacologiche efficaci in grado di fermare o rallentare significativamente la progressione della malattia.

INFO_3Ad oggi l’unico farmaco indicato per la SLA è il Riluzolo (Riluteck, Sanofi -Aventis), in grado di rallentare il decorso della malattia di alcuni mesi. Tuttavia, grazie al supporto di ausili tecnologici, alla maggiore consapevolezza dei bisogni dei pazienti e al sorgere di centri clinici specializzati nel corso degli anni la qualità di vita dei malati è decisamente migliorata.

Anche la ricerca sta facendo enormi passi avanti sulla conoscenza della malattia e sulla comprensione delle sue basi biologiche, in vista di una terapia efficace. Per tale ragione i ricercatori si stanno concentrando su diversi fronti:

•Genetica - importanti risultati sono stati ottenuti dagli studi genetici, che hanno portato alla scoperta di nuove mutazioni causative della patologia, due delle quali identificate grazie anche al contributo di AriSLA: il gene Matrin 3 (progetto SARDINIALS, Johnson JO et al, Nat. Neurosci. 2014) e il gene TUBalpha (progetto NOVALS, Smith et al, Neuron, 2014). Si sono inoltre compiuti avanzamenti nello studio del coinvolgimento dei processi di maturazione dell’RNA nelle malattie genetiche da ripetizione di sequenze di DNA, tra cui alcune forme di SLA (Cleary JD, Ranum LPW, Curr Opin Genet Dev. 2014).

• Biologia cellulare - si sono compiuti studi avanzati per bloccare la formazione di aggregati proteici – ritrovati nelle cellule dei pazienti affetti da SLA – o per facilitarne la loro rimozione, suggerendo un possibile approccio terapeutico (Jackrel et al, Cell 2014, Wang et al, Neurobiol Dis., 2014). Hanno anche avuto sviluppo nuovi studi che investigano il ruolo dei mitocondri, ossia delle “centrali energetiche” delle cellule. A questo proposito sono stati effettuati studi che suggeriscono come terapie in grado di proteggere i mitocondri possano migliorare la qualità della vita di pazienti affetti da SLA (Fukunaga K et al. J Pharmacol Sci. 2014).

• Infiammazione e immunità nel sistema nervoso - il ruolo della neuroinfiammazione nella SLA è di fondamentale importanza e di grande complessità. Nel 2014 si sono compiuti passi in avanti in questo campo, sia su modelli in vitro che su modelli animali (Frakes AE et al., Neuron, 2014).

• Cellule staminali - in tutto il mondo si stanno compiendo numerosi studi sull’utilizzo di cellule staminali sia come modello di malattia che come possibile terapia.

• Trial clinici sono in corso in diverse parti del mondo con nuove molecole e terapie biologiche avanzate, ed anche la comunità scientifica italiana è impegnata su questo fronte. In particolare ad oggi sono stati registrati 279 trials, di questi ne sono attivi 96, di cui 37 osservazionali e 59 interventistici (fonte: www.clinicaltrial.gov). Anche la comunità scientifica italiana è impegnata su questo fronte: in Italia sono stati registrati 22 trials (fonte: www.clinicaltrialregister.eu) e ad oggi ne sono attivi 10.

In ambito SLA gli studi attivi sono in particolare di Fase 2 e di tipo interventistico, ovvero sono studi che valutano un intervento esterno diagnostico, terapeutico o riabilitativo non previsto dalla normale pratica clinica: tali studi si possono distinguere in studi di molecole/farmaci, studi basati sull’utilizzo di terapie cellulari (cellule staminali) e studi di tipo supportivo (ventilazione, supporto muscolare, training).

Gli studi interventistici ad oggi più numerosi sulla SLA sono quelli che testano diverse molecole e/o farmaci che mirano a migliorare il decorsodella patologia. Maggiori dettagli sulle sperimentazioni cliniche e sulle sostanze potenzialmente “disease modifying” testate in passato o in corso di valutazione sono disponibili nella sinossi dei trial clinici sulla SLA presenti in www.clinicaltrials.gov, pubblicata sul sito di divulgazione scientifica di Fondazione AriSLA www.alscience.it.

Per maggiori dettagli sulla malattia è possibile scaricare la Scheda scientifica SLA