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Studi clinici con cellule staminali

La valutazione delle informazioni contenute in questo documento e dei criteri per la partecipazione ad uno studio clinico deve essere fatta insieme al proprio neurologo di riferimento.

Nota di AriSLA sugli studi clinici 

Il presente documento non ha la pretesa di essere esaustivo di tutti gli studi clinici attivati o in corso sulla SLA, ma vuole fornire un quadro esemplificativo, il più completo possibile, delle aree di sviluppo nelle quali si orienta la ricerca in questo ambito. Le sigle riportate con NCT identificano il riferimento dello studio clinico come registrato sul portale www.clinicaltrials.gov

Le Cellule Staminali costituiscono un importante settore di studio per il trattamento della SLA e attualmente sono 16 i trial attivi con cellule staminali registrati su www.clinicaltrials.gov,  4 osservazionali e 12 di tipo interventistico.

Più che per sostituire in motoneuroni persi, le cellule staminali trapiantate potrebbero agire con funzione di supporto alla sopravvivenza dei motoneuroni esistenti.

Esistono diversi tipi di cellule staminali con diverse caratteristiche. Di seguito un riassunto dei trial più “avanzati” con cellule staminali in corso nel mondo (fonte www.clinicaltrial.gov), suddivisi per tipologia cellulare.

 Le cellule mesenchimali

Le cellule staminali mesenchimali (MSC) sono cellule staminali che possono essere isolate da diversi tessuti adulti, come il midollo osseo e il tessuto adiposo. L’ipotesi è che queste cellule agiscano rilasciando fattori protettivi in grado di favorire la sopravvivenza dei neuroni ed in questo modo siano capaci di rallentare la progressione della malattia alleviandone i sintomi. La sicurezza legata a terapie che utilizzano MSC è ancora da confermare e rimane un’importante questione di dibattito all’interno della comunità scientifica.

Sono registrati e in corso diversi studi clinici in USA e uno in Spagna con le MSC umane.

  1. La sperimentazione “Brainstorm”, ideata dall’Azienda BrainStorm Cellular Therapeutics (Israele), si basa sulla somministrazione intratecale ripetuta di cellule mesenchimali modificate, in accordo alla tecnica denominata NurOwn®, affinché rilascino determinati fattori protettivi per i motoneuroni. Le cellule staminali mesenchimali sono raccolte attraverso un prelievo di midollo osseo dal paziente stesso. Attualmente lo studio di Fase III (NCT03280056), randomizzato, in doppio cieco, placebo controllato, è attivo in 6 centri negli Stati Uniti con l’obiettivo di valutare l’efficacia del trattamento. E’ previsto l’inserimento nello studio di 200 pazienti con SLA che saranno divisi in due gruppi: il primo (100 pazienti) riceverà le cellule mesenchimali modificate, mentre al secondo gruppo di controllo (100 pazienti) verrà praticata una iniezione placebo che non contiene le cellule. Tale trattamento sarà effettuato ogni 2 mesi per 3 cicli. Le precedenti sperimentazioni di Fase I e II hanno verificato la sicurezza e la tollerabilità del trattamento e dell’intervento chirurgico necessario per il trapianto delle cellule staminali modificate. Sulla base di questi risultati è stata avviata la sperimentazione di Fase III che dovrebbe chiudere l’arruolamento dei pazienti entro metà 2019. La conclusione dello studio è prevista, salvo ulteriori ritardi secondari all’arruolamento di pazienti, per la metà del 2020.

  2. Due studi clinici di fase I (NCT01609283) e di fase II (NCT03268603) sponsorizzati dalla Mayo Clinic di Rochester negli Stati Uniti stanno valutando la sicurezza e la tollerabilità di MSC derivate dal tessuto adiposo. Il primo studio è terminato all’inizio dell’anno e non ci sono ancora risultati disponibili. Il termine dello studio di fase II  è previsto per la fine del 2019.
  3. È attualmente in corso uno studio multicentrico in Spagna di fase I/II (NCT02290886) per valutare la sicurezza della somministrazione intravenosa di 3 dosi di MSC derivate dal tessuto adiposo in pazienti con SLA. Il termine dello studio è previsto per il 2021.

Altri studi con MSC sono attualmente in fasi molto precoci di sperimentazione clinica. L’uso di MSC non è stato ancora approvato dalla FDA americana per l’uso clinico. 

Le cellule staminali neurali

Le cellule staminali neurali (NSC) possono essere isolate da tessuti fetali post-mortem ed espanse in laboratorio. Queste cellule hanno la capacità di differenziarsi in astrociti, le cellule di supporto del sistema nervoso centrale, ma anche in neuroni.

  1. Una di queste linee cellulari neuronali chiamata NSI-566RSC (Neuralstem, Inc.; Rockville, MD, USA) è stata trapiantata in modelli transgenici di SLA e ha portato un miglioramento della sopravvivenza e un rallentamento nella perdita delle funzioni motorie. Questi studi pre-clinici hanno fornito le basi per traslare questo approccio nella clinica. In USA, due trial di fase I (NCT01348451) e II (NCT01730716) hanno verificato la sicurezza e la tollerabilità della procedura di trapianto di NSI-566RSC in 15 pazienti con SLA. Per valutare l’efficacia del trattamento è necessaria una sperimentazione di fase III che l’azienda aveva annunciato di essere interessata a voler sviluppare, ma non è ancora stato indicato quando si terrà.
  2. In Italia, il gruppo di ricerca del prof. Vescovi (Casa Sollievo della Sofferenza, San Giovanni Rotondo, FG) ha condotto uno studio clinico di fase I (NCT01640067) in Italia utilizzando NSC derivate da tessuto cerebrale fetale. Il trial è stato condotto su 18 pazienti con SLA che hanno ricevuto le cellule tramite iniezione lombare e cervicale per verificare la sicurezza e la tollerabilità della tecnica chirurgica e delle cellule trapiantate. I risultati non hanno mostrato importanti eventi avversi, aprendo la strada a un futuro studio di fase II, che coinvolgerà 60-80 pazienti e servirà a verificare la dose ottimale e l’efficacia preliminare del trattamento con NSC. Ad oggi non ci sono notizie in merito all’avvio della sperimentazione di fase II.
  3. I risultati ottenuti da studi preclinici sugli animali, pubblicati su una rivista scientifica nel 2018, hanno mostrato che il trattamento con la terapia AstroRX dell’azienda farmaceutica Kadimastem è in grado di ritardare l’insorgenza della malattia e migliorare la funzionalità muscolare e la sopravvivenza. Sulla base di questi risultati l’azienda ha lanciato nel 2018 uno studio di fase I/II (NCT03482050) per determinare la sicurezza e l’efficacia preliminare della terapia che sarà condotto presso l’Hadassah Ein-Kerem Medical Center in Israele. La terapia AstroRX prevede il trapianto di astrociti (le cellule che insieme ai neuroni costituiscono il sistema nervoso centrale) derivati da cellule staminali embrionali. Il termine dello studio è previsto per il 2020.
  4. Altri due studi clinici, rispettivamente di fase I (NCT02943850) e di fase II (NCT02478450) attivati tra il 2017 e il 2018 in California (USA), hanno l’obiettivo di valutare la sicurezza e l’efficacia preliminare in piccoli gruppi di pazienti, del trapianto di cellule gliali modificate per produrre fattori di crescita a sostegno dei motoneuroni nella SLA. Il primo studio terminerà alla fine del 2019 mentre il secondo alla fine del 2020.
Le cellule staminali ematopoietiche

Le cellule staminali ematopoietiche (CSE) sono precursori delle cellule del sangue residenti nel midollo osseo, che possono essere recuperate anche da sangue periferico.

In Italia è stato messo a punto un protocollo di sperimentazione (Cy-HSCTALS002) che prevede – oltre alla re-infusione di cellule staminali ematopoietiche precedentemente prelevate dallo stesso paziente – l’impiego di due farmaci, la Ciclofosfamide e il G-CSF o fattore stimolante le colonie granulocitarie (Granulocyte Colony-Stimulating factor), che in studi precedenti sono già stati presi in considerazione singolarmente per il possibile effetto positivo sulla sopravvivenza dei motoneuroni. Lo studio ha come centro coordinatore il Dipartimento di Neuroscienze, Oftalmologia e Genetica dell’Università degli Studi di Genova e come centro promotore il Centro Clinico NEMO di Milano. Il trial clinico si è concluso con il reclutamento di 11 pazienti e al momento si stanno analizzando i dati.

 Le cellule staminali pluripotenti indotte (iPSC)

Le iPSC sono cellule staminali generate artificialmente a partire da una cellula somatica adulta (come i fibroblasti o cellule della pelle, o come le cellule del sangue) mediante l’introduzione di specifici geni. Queste cellule sono per molti aspetti simili alle cellule staminali embrionali. Le iPSC offrono grandi speranze nel campo della medicina rigenerativa perché possono essere differenziate nella maggior parte dei tipi cellulari di un organismo. Inoltre, tra i modelli in vitro, la tecnologia delle cellule iPSC rappresenta uno strumento utile per lo studio della SLA e per lo sviluppo e lo screening di nuove possibili terapie. Attualmente numerosi studi stanno valutando l’utilizzo delle iPSC come modello di malattia sia per lo studio dei meccanismi che sottendono alla malattia sia per verificare l’efficacia di nuovi trattamenti.

Studi clinici osservazionali coordinati dall’Hadassah Medical Organization di Gerusalemme (Israele), con hanno l’obiettivo di sviluppare linee di iPSC che potranno essere utilizzate sia per ricerche di base che per lo sviluppo di tecnologie che a lungo termine permettano eventualmente l’uso per terapie di trapianto.

 Vedi anche Studi clinici per area di indagine

E’ possibile prendere visione della posizione della Società Italiana di Neurologia (SIN) e del Gruppo di Studio sulle malattie del motoneurone (GdS) relativamente alla terapia con cellule staminali nella sclerosi laterale amiotrofica e nelle malattie del motoneurone al seguente link:

Posizione della SIN e del GdS relativamente alla terapia con cellule staminali nella SLA e nelle malattie del motoneurone, 23 aprile 2019

Fonte delle immagini by Noel Solis al link https://www.slideserve.com/noel-solis/presentando-le-cellule-staminali 

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