Milano, 23 febbraio 2026 – “Emozioni, ricordi, testimonianze: (Emanuele)³ è stato davvero un evento speciale, un racconto corale delle passioni del nostro concittadino Emanuele Varotti. Mettere insieme teatro, canto corale e kung fu, non è stata un’esperienza facile, ma vedere la sala piena di persone che gli hanno voluto bene mi ha confermato che questa serata era il miglior modo per rendergli omaggio e ringraziarlo per quanto ha donato ad ognuno di noi”.
Con queste parole Stefano Fortini, direttore della compagnia teatrale locale ‘I Amigh ed Granarol’, commenta l’evento promosso lo scorso sabato a San Giorgio di Piano, con il patrocinio dell’amministrazione comunale, in ricordo dell’amico e concittadino Emanuele Varotti, 38enne biologo, con tante passioni, che lo scorso giugno è venuto a mancare a causa della SLA, sclerosi laterale amiotrofica, gravissima malattia neurodegenerativa.
Familiari, amici, parenti, concittadini hanno gremito la Sala Giulietta Masina per condividere i momenti più belli trascorsi con Emanuele e raccontati nel corso della serata grazie al coinvolgimento non solo della compagnia teatrale ‘I Amigh ed Granarol’, ma anche dell’associazione Mikrokosmos e di Kung Fu U.S. Altedo Sport &Cultura.



In scena è andata anche la ricerca scientifica sulla SLA, grazie all’intervento in apertura della Prof.ssa Serena Carra, docente presso il Dipartimento di Scienze Biomediche, Metaboliche e Neuroscienze dell’Università degli Modena e Reggio Emilia e coordinatrice di alcuni progetti di ricerca sostenuti da AriSLA.
Con l’aiuto di alcuni attori, la Prof.ssa Carra ha accompagnato i presenti in un viaggio nel microcosmo di una cellula umana per comprendere le basi molecolari dell’aggregazione delle proteine, implicate nello sviluppo di malattie come la SLA: “I meccanismi che regolano l’aggregazione delle proteine sono di solito reversibili, ovvero questi aggregati, che racchiudono migliaia di molecole, si sciolgono e fanno in modo che ogni molecola torni al proprio posto.
In presenza della SLA, questi aggregati invece diventano irreversibili, portando alla morte della cellula. Noi ricercatori stiamo cercando di capire come rafforzare i sistemi di protezione della cellula, deputati di solito a smaltire ciò che è dannoso, e possano ripristinare lo stato di salute della cellula. Con perseveranza non ci arrendiamo, convinti che insieme a chi crede nella ricerca riusciremo a combattere questa malattia”.
Anche Emanuele Varotti aveva profonda fiducia nella ricerca scientifica ed è per questo motivo che l’evento ha avuto il duplice obiettivo di raccogliere fondi per supportarla, in particolare Fondazione AriSLA, principale ente non profit che in Italia finanzia progetti di ricerca di eccellenza sulla SLA.
“Grazie al supporto del Comune di San Giorgio di Piano, alle realtà che hanno reso possibile la serata e a tutti coloro che vi hanno partecipato abbiamo raccolto oltre 4mila euro che saranno destinati a Fondazione AriSLA, con la convinzione che la ricerca ci conduca verso un futuro senza SLA” sottolinea Stefano Fortini.
“Siamo molto grati ai promotori di questo evento e a tutti coloro che vi hanno aderito, – commenta la Presidente di AriSLA, Lucia Monaco – Per noi è importante sapere di avere al nostro fianco persone che credono nella ricerca, quale strumento capace di sviluppare soluzioni terapeutiche a beneficio della comunità dei pazienti. Noi lavoriamo per questo: abbiamo da poco lanciato un nuovo Bando di finanziamento per supportare innovativi progetti e operiamo affinché i ricercatori che studiano la SLA nel nostro Paese abbiano un terreno fertile che consenta di portare avanti i loro studi. Il gioco di squadra nella sfida contro la SLA è essenziale e per questo rinnoviamo il nostro grazie a chi sostiene la ricerca”.
Per chi volesse aderire alla raccolta fondi in ricordo di Emanuele, può utilizzare la piattaforma online dove è possibile destinare una libera donazione a supporto della ricerca sulla SLA: https://dona.arisla.org/Emanuele .
