Velmaio di Arcisate (Varese) 10 luglio 2026 – Anche quest’anno si riconferma il successo della 6^ Randonnée Arcisate, che si è tenuta il 28 giugno e ha visto più di 300 ciclisti sfidare le alte temperature e correre per circa 90 km nelle stupende valli varesine. La manifestazione sportiva ha raccolto ben 7500 € a supporto della ricerca sulla SLA.
Daniele Bongiorno, ideatore della manifestazione sportiva e tra i componenti della Società Dilettantistica di ciclismo di Arcisate e promotrice dell’evento, ringrazia con queste parole: ‘Siamo molto felici di come sia andata la nostra randonnée anche questo in questo giugno torrido. Nonostante le temperature proibitive, la nostra comunità di ciclisti e appassionati non si è tirata indietro. Siamo stati insieme, nello sforzo della corsa sulle due ruote e nel piacere della spaghettata. È questo il senso dell’evento: stare insieme per una buona causa che potrà essere di aiuto per le persone con SLA. Vogliamo dire un ‘grazie’ enorme a tutte le persone, del gruppo ASD Arcisate e non solo, che si sono spese tantissimo per la buona riuscita di questa impegnativa giornata.
Vogliamo ringraziare anche il sindaco di Arcisate Antonino Centorrino, insieme a tutta la giunta, che è intervenuto al momento della premiazione e da quest’anno in avanti sostiene la nostra pedalata benefica anche con un contributo economico. La solidarietà dimostrata dalla nostra giunta è un passo molto importante per noi tutti e si unisce al senso di vicinanza e affetto che ci è arrivato dai partecipanti e da tutte le persone intervenute.’
Fondazione AriSLA che dal 2008 finanzia i migliori progetti di ricerca sulla malattia al fine di sviluppare soluzioni terapeutiche innovative ed efficaci per contrastarla, ringrazia sentitamente Daniele e Margherita Bongiorno e tutti gli organizzatori e i partecipanti per il contributo generoso di quest’anno.
Anna Ambrosini, Responsabile scientifico di Fondazione AriSLA era presente alla premiazione, ecco le sue parole: ‘Ringraziamo Daniele e la sua famiglia e la ASD Arcisate per l’impegno nell’organizzazione di questa manifestazione molto sentita. Nello sport, come nella ricerca, è fondamentale lavorare insieme per raggiungere un obiettivo ambizioso. Anche questo giugno, la comunità di ciclisti ha dato vita a un momento unico di amicizia e solidarietà che ci gratifica e ci spinge a lavorare con entusiasmo. Rinnoviamo il nostro impegno a destinare i fondi raccolti a sostegno di progetti di ricerca di qualità sulla SLA per raggiungere risultati in grado di migliorare il prima possibile la vita delle persone affette da questa malattia grave.’.

Partecipanti prima della partenza

Un momento della premiazione con il Sindaco di Arcisate Antonino Centorrino

Anna Ambrosini, responsabile scientifico di AriSLA al momento della premiazione
La 6^ Randonnée Arcisate 2026 è partita dalla frazione di Velmaio di Arcisate per poi percorrere le strade di alcune delle valli più spettacolari della provincia di Varese: la Valceresio, la Valganna, la Valcuvia e la Valtravaglia con un percorso totale di 90 Km. Per gli amanti della mountain bike e delle e-bike c’è stato un percorso dedicato di 30 km.
A pedalare tra gli splendidi paesaggi del Varesotto, c’erano anche il Team AriSLA, gruppo di volontari che dal 2016 pedala per sostenere la Fondazione, e il Gemini Team di Abbiategrasso (MI), ambasciatore di AISLA – Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica. Il Gemini Team, nato dall’unione di storiche squadre di mountain bike, da anni è in prima linea per promuovere la solidarietà nel ciclismo amatoriale. Il suo impegno si traduce in un messaggio semplice e potente: “Ci muoviamo per chi non può muoversi”.
Il Presidente dell’ASD Arcisate, Fabio Mentasti ha assegnato i premi alle squadre più numerose: primo classificato il Team Nazionale con 25 atleti e vincitore del Trofeo Rosa per il gruppo più numerose di ragazze, al secondo posto il Gemini Team con 23 presenze e infine il Team Vivaci con 22 atleti.
Alla premiazione hanno presenziato il sindaco Antonino Centorrino e l’assessore allo sport Giovanni Mina. È intervenuto anche Roberto Maggioni che ha vissuto l’esperienza della SLA con sua madre e ha voluto condividere la sua testimonianza insieme alla fiducia nella ricerca scientifica.