Amici della ricerca
Raccontiamo le storie di chi ci sostiene e le loro iniziative.
Il dolore si trasforma in speranza
La testimonianza di Stefano Bonzano, che ha da poco perso mamma Licia
La testimonianza che vogliamo condividere questo mese per la rubrica ‘Amici della ricerca’ è quella di Stefano Bonzano, dirigente nell’ambito bancario, che a fine novembre ha perso la sua cara mamma Licia, dopo aver lottato contro la SLA.
La testimonianza di Stefano ci dimostra come anche il dolore più forte possa trasformarsi in speranza nella ricerca.
“Mia madre, Licia Olivi, è mancata a fine novembre 2025. Ha combattuto la sua battaglia contro la SLA, mantenendo sempre la sua indole di donna gentile, tenace e determinata.
Dopo la sua perdita, insieme ai suoi amici che le hanno dimostrato molto affetto anche nel periodo più difficile, abbiamo pensato di dare un senso diverso al dolore che ci accomunava.
Volevamo che il nostro dolore potesse alimentare qualcosa che avesse un significato profondo: ecco allora l’idea di mobilitarci a supporto della ricerca scientifica e contattare AriSLA con questo obiettivo.
Ad oggi abbiamo raccolto 5mila euro grazie all’onda di solidarietà e generosità attiva che ha coinvolto tante persone che hanno conosciuto mia madre Licia.
Siamo molto felici che le donazioni raccolte potranno essere destinate a supporto di un progetto di ricerca sulla SLA, selezionato con il Bando AriSLA 2025: poter contribuire alla realizzazione di uno studio ci consente di sentirci parte attiva del processo della ricerca ed è certamente un fattore molto importante per noi familiari e per la rete di amici che ci affianca di poter ricordare mia madre”.

Stefano Bonzano con la mamma Licia

Il progetto sostenuto dalla famiglia Bonzano e dagli amici è ‘FLAIR-ALS’, coordinato dal Dott. Umberto Manera, neurologo presso il Centro SLA di Torino e ricercatore presso il Dipartimento di Neuroscienze “Rita Levi Montalcini” dell’Università degli Studi di Torino, che mira a individuare strumenti predittivi in grado di contrastare una delle criticità maggiori delle persone con SLA, ovvero il declino della funzionalità respiratoria. Grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale, il progetto costruirà dei modelli predittivi, capaci di rilevare segnali precoci di peggioramento respiratorio, anche prima della comparsa dei sintomi, per una gestione respiratoria del paziente personalizzata e tempestiva.
La raccolta fondi a supporto del progetto di ricerca ‘FLAIR-ALS’ continua su questa pagina in ricordo di Licia Olivi: https://dona.arisla.org/ricordandoliciaolivi