Marta Fumagalli

Coordinatrice dei progetti DORALS, GPR17ALS-1 e GPR17ALS.. Ricercatrice presso l’Università degli studi di Milano.

Sono nata a Monza, ho 49 anni, sono sposata e ho due figli di 21 e 18  anni. 

Sono diventata ricercatrice perché sono stata stregata dal fascino di fare ricerca durante il periodo di tirocinio in laboratorio per la mia tesi di laurea. Ho iniziato degli studi che non ho più abbandonato: riflettevo in qualsiasi momento della giornata sui risultati ottenuti. Ho avuto l’opportunità, fin da subito, di collaborare con diversi ricercatori sia italiani che stranieri e questi scambi hanno rafforzato molto la mia formazione.

Non ho un unico modello di riferimento, ma tanti. Sono donne, ricercatrici come me, che mi hanno dimostrato che è possibile conciliare la vita familiare di mamma con questo tipo di lavoro.

Studio la SLA perché spero che le mie ricerche sul recettore GPR17 negli oligodendrociti possano contribuire allo sviluppo di nuovi possibili approcci per il trattamento di questa malattia.

A motivarmi nel mio lavoro è pensare che le conoscenze generate dalla mia ricerca possano un giorno tradursi in un beneficio concreto per le persone affette da SLA, che affrontano quotidianamente la malattia con grande forza.

Proprio in questo contesto si inserisce l’ultimo progetto di ricerca ‘DORALS’, finanziato da AriSLA, che si propone di identificare un nuovo biomarcatore per la SLA.

Questo obiettivo si basa su nostri precedenti studi, anch’essi sostenuti dalla Fondazione AriSLA, che hanno dimostrato che nella malattia si verifica molto presto una perdita della mielina, il rivestimento protettivo dei neuroni. A questa perdita, però, non segue una riparazione efficace. Infatti, nel tessuto nervoso centrale i precursori degli oligodendrociti,  le cellule in grado di formare nuova mielina, nel contesto patologico si accumulano e non riescono a riparare il danno, contribuendo così alla progressione della malattia.

Nei modelli sperimentali di SLA, queste alterazioni si osservano già prima dei sintomi e diventano ancora più evidenti nelle fasi avanzate della patologia.

L’aspetto interessante è che questi oligodendrociti disfunzionali rilasciano vescicole extracellulari, piccolissime particelle che trasportano informazioni sullo stato delle cellule e che possono essere rilevate anche nel plasma.

Con il progetto “DORALS” verificheremo sia nei modelli di SLA, sia nel plasma dei pazienti, se queste vescicole possano essere un indicatore del processo patologico in corso e quindi rappresentare un nuovo biomarcatore di malattia, oltre che un potenziale bersaglio terapeutico.

Sono grata ad AriSLA perché il supporto ricevuto mi ha permesso di esplorare e validare ipotesi di ricerca che altrimenti sarebbero rimaste inesplorate, oltre ad offrirmi l’opportunità di ampliare e consolidare il mio percorso di ricerca nell’ambito della SLA.

Il coordinamento di questi progetti ha contribuito in modo significativo alla mia crescita professionale, permettendomi di svolgere le mie ricerche in maniera sempre più indipendente e focalizzata e di condividere i  risultati ottenuti in congressi scientifici nazionali o internazionali.

Nel tempo libero, adoro fare sport, anche se incastrarlo fra tutto non mi risulta facilissimo. La pallavolo mi ha accompagnata fino alla laurea. Il gioco di squadra per raggiungere un obiettivo comune vale anche per il mio lavoro da ricercatrice. Mi piace inoltre leggere e cucinare con mio marito, soprattutto in occasione dei ritrovi familiari (siamo più di 20!), ma in questo caso è lui il vero sperimentatore della famiglia.

Il mio sogno nel cassetto, per scaramanzia, non lo svelo!

Iscriviti alla newsletter per ricevere tutti gli aggiornamenti